Home Ambiente Le rondini son tornate a solcare il cielo di Carpi

Le rondini son tornate a solcare il cielo di Carpi

In campagna sono state avvistate alcuni giorni fa, ora attendiamo con ansia che il loro inconfondibile garrito torni a riecheggiare in centro storico.

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Foto di Federico Massari

Stremate dalla fatica sono arrivate sin qui dall’Africa, dalle grandi paludi di Congo, Nigeria e Senegal, portando in città una ventata di primavera. Hanno volato per migliaia e migliaia di chilometri, affrontando pericoli di ogni genere, dalle intemperie  ai numerosi cambiamenti della geografia del territorio, per giungere nella loro “casa”, sotto ai portici del cuore di Carpi. Un ritorno, il loro, che pur ripetendosi anno dopo anno, continua a stupire. Le rondini da sempre popolano i portici del centro storico, rendendo la nostra città una perla rara, da tutelare e proteggere. Coi loro voli giocosi e i loro garriti, questi preziosi uccelli, per nulla infastiditi dalle persone che passeggiano, attirano gli sguardi curiosi di grandi e piccini.

Negli ultimi cinque anni la popolazione delle rondini in pianura padana si è più che dimezzata ma nella nostra città questi piccoli amici alati resistono. In centro, stando alle ricognizioni effettuate dalla Lipu, lo scorso anno sono state una settantina le coppie che hanno messo su famiglia (erano soltanto 11 nel 2012) nei 73 nidi presenti di cui 17 artificiali. E sono stati dunque tra i 500 e i 600 i rondinotti che si sono involati nel cielo di Carpi.

A giungere per primi sono i maschi a cui spetta il compito di colonizzare il nido e iniziare le pulizie di primavera e di restauro in attesa delle compagne. “La rondine è un uccello filopatrico, non solo è fedele per tutta la vita al proprio compagno ma anche alla propria casa. Se le togli il nido lei tenderà a rifarlo esattamente nello stesso punto o nelle strettissime vicinanze.

Spesso alcuni giovani aiutano gli adulti nei lavori di ristrutturazione e restano ad aiutare anche nella fase di allevamento dei piccoli per imparare a loro volta a diventare dei bravi genitori”, spiega Daniela Rustichelli, delegata della sezione carpigiana della Lipu. Non appena le coppie si saranno ricostituite, prosegue, “i maschi inizieranno il corteggiamento e i portici si riempiranno dei loro garriti poi, tra maggio e agosto, avverrà la riproduzione con due e persino tre covate”.

I volontari della Lipu, coadiuvati dagli alunni di una scuola primaria, a maggio faranno un’uscita per contare i nidi e assistere alla prima covata della stagione: “noi siamo pronti – sorride Daniela Rustichelli – ma invitiamo come sempre tutti i cittadini a segnalarci eventuali criticità. La rondine è una specie sentinella, un prezioso indicatore della salubrità dell’ambiente, il loro drastico calo è estremamente preoccupante. Proteggerle dev’essere una priorità”.

Jessica Bianchi