“Mi pare chiaro che la dinamica tra pubblico e privato non vi sia ben chiara, a meno che non si voglia sedere in una parte dell’arco costituzionale più a sinistra del comunismo”. Parole, quelle del sindaco Riccardo Righi, che sintetizzano la piega, decisamente poco piacevole e peraltro inaspettata, del dibattito scaturito in seguito all’interpellanza presentata da Fratelli d’Italia sull’ex Cantina Sociale di viale De Amicis. Certo invocare il “comunismo” e attribuirlo ai consiglieri di Opposizione può far sorridere, ma derubricare un tema importante per il futuro sviluppo cittadino al solito scontro tra le parti è tutt’altro che divertente.
L’ex cantina ha tenuto banco in Consiglio comunale, nella seduta del 12 marzo, e ha decisamente scaldato gli animi nonostante l’ora si fosse fatta tarda: Fratelli d’Italia chiedeva al sindaco di ripercorrere le varie vicissitudini che, di fatto, hanno per anni messo al palo un sito strategico per la sua vicinanza al centro. Dopo il fallimento di Unieco, si legge nel testo firmato da FdI, “si è convenuto non vi fossero più le condizioni per l’attuazione del piano particolareggiato”, il quale “prevedeva la sua attuazione entro dieci anni dalla sottoscrizione della convenzione urbanistica”. Nell’area però “non sono state realizzate né le opere di urbanizzazione, né alcun altro tipo di intervento né è stata presentata nessuna istanza per il rilascio di ulteriori titoli edilizi”.
Dal momento che l’attuale proprietario “potrà procedere con la trasformazione e riqualificazione dell’area conformemente alle linee previste dal Piano urbanistico generale (PUG)… nel quale l’area dell’ex-cantina rientra nelle aree di trasformazione complessa sinergiche al centro storico” Fratelli d’Italia chiede “se l’Amministrazione abbia mai preso in considerazione l’acquisto dell’area e quale criterio sia stato utilizzato per la valorizzazione della somma trattenuta dall’Ente per l’inadempimento”. Ancora, “se l’attuale proprietario abbia già avviato con l’Ente un’interlocuzione e quali tipologie di interventi siano realizzabili in quella zona in base al nuovo piano urbanistico generale”. A rispondere alla consigliera Federica Carletti è stato il sindaco il quale ha spiegato come l’area, “allora come oggi, sia un ambito trasformabile ad alta capacità edificatoria e caratterizzato da una elevata complessità di sviluppo anche a causa della presenza di fabbricati vincolati e alberi tutelati. L’Amministrazione nel tempo ha fatto delle valutazioni circa l’opportunità di acquistare il sito ma l’alto valore economico dell’area, unitamente all’importo dei lavori di bonifica legati alla presenza di cisterne interrate, hanno fatto desistere l’ente pubblico, fermo restando il suo interesse nell’accompagnare lo sviluppo dell’area”.
Per quanto riguarda la società titolare subentrata, peraltro mai menzionata, (ndr – Istana Srl, il cui socio unico è la Baluardo Holding Srl con sede a Parma in via Umbria, 8) il primo cittadino aggiunge che “in diverse occasioni vi è stata un’interlocuzione con gli uffici tecnici circa possibili soluzioni progettuali ma che i contatti sono stati di carattere informale e che non è mai stata formalizzata una proposta”. L’area dell’ex cantina ha poi ribadito, “è comunque il luogo ideale per contribuire a rafforzare la dotazione dei parcheggi a servizio del centro storico”.
Nella sua replica Carletti non ha fatto sconti: “è un’area privata, certo, ma l’Amministrazione avrebbe potuto fare di più. La flessione negativa degli oneri di urbanizzazione non è solo figlia della contrazione del mercato immobiliare ma anche di una responsabilità politica dal momento che in dieci anni il piano particolareggiato non è stato messo a terra. La mia domanda è molto semplice: in base alle regole del Pug, cosa vorrebbe fare l’amministrazione di quell’area? In considerazione della discrezionalità lasciata all’ufficio di piano temiamo che possa subire lo stesso destino dell’Oltreferrovia dove doveva sorgere un parco, poi drasticamente ridotto per dare spazio a un polo universitario e a un piano edificatorio di 135 unità abitative. Non permetteremo che in viale de Amicis vengano favoriti interessi privati rispetto a quelli pubblici”. Carletti cita poi il superamento del passaggio a livello di via Roosevelt poco distante dall’area dell’ex cantina: “a gennaio 2025 ci aveva detto di avere diverse proposte di progetto di Ferrovie dello stato, dove sono? Sindaco batta un colpo”.
A batterlo è stato il consigliere Marco Truzzi (Pd): “è per caso in corso una campagna elettorale? Sono state dette tante cose, inesatte e strumentali. Da un lato ci accusate di immobilismo nella collaborazione di piani particolareggiati e quando lo facciamo ci dite che vengono approvati degli scempi. Ricordo che nel mandato precedente, l’allora assessore Righi ha portato in aula un accordo operativo storico, quello di una sede universitaria. Parlate di scempi urbanistici e poi venite all’inaugurazione, vi chiedo coerenza. Sulla parte urbanistica segnalo poi che il piano particolareggiato precedente prevedeva ben più edifici e meno parco pubblico. Se questi sono i toni diventa difficile dialogare, occorre un minimo di ragionevolezza altrimenti ci mettete in difficoltà. Nella dialettica ovviamente, non politicamente”.
L’area dell’ex cantina, ha aggiunto Giulio Bonzanini (Lega), “rappresentava un’opportunità importante, purtroppo non la si è colta. Sono scelte politiche legittime ma il nostro compito è quello di vigilare; le nostre critiche non sono strumentali, qui si sono persi dei treni. Il sindaco ha detto che non si è voluto acquisire l’area ma che farà il possibile per valorizzarla, in realtà il privato farà ciò che vuole dal momento che è sua”. Righi ha poi ripreso la parola esprimendo sorpresa: “francamente non mi aspettavo che da una interpellanza di questo tipo arrivasse dalla proponente una replica sgrammaticata, fuori luogo e poco comprensibile.
E’ chiaro che non sia stata compresa la dinamica tra pubblico e privato. Sono 20 anni che quella zona è ferma, il primo piano particolareggiato del 2006 è stato congelato perchè vi furono numerosi fallimenti di cooperative emiliane tra cui Unieco.
Io ci ho tenuto a inserirla tra le aree strategiche per la città e il centro storico per garantire così che nella sua trasformazione sia tenuto in considerazione anche l’interesse pubblico. Qui, stasera, vedo solo la perenne volontà di attaccare la pubblica amministrazione, noi e la maggioranza, attraverso la distorsione della realtà”.
Jessica Bianchi