Carpi può vantare da ventun anni un gioiello verde di 23 ettari. L’Oasi La Francesa di Fossoli è un’area protetta di cui gli instancabili volontari dell’associazione Panda Carpi si prendono cura, giorno dopo giorno, dal 2005. Paradiso della biodiversità, questa area rinaturalizzata di proprietà del Comune di Carpi, consente a flora e fauna di trovare un “rifugio” sicuro in cui prosperare. Boschi, radure, prati e una zona acquitrinosa di otto ettari garantiscono infatti il ciclo biologico e riproduttivo di numerose specie di uccelli e animali selvatici come lepri, ricci, volpi, caprioli…
Solo una piccola porzione di questi 230mila metri quadri è visitabile dal pubblico proprio per cercare di arrecare il minimo disturbo ai numerosi ospiti che popolano l’oasi in tutte le stagioni.
La Francesa è un tesoro da custodire con la massima attenzione poiché nelle nostre campagne, i boschi planiziali che un tempo punteggiavano il nostro territorio sono pressoché scomparsi. A fronte di un paesaggio agreste sempre più impoverito e privo di alberi, le oasi sono una risorsa indispensabile per assicurare alla fauna l’habitat di cui necessita e dare alla cittadinanza la possibilità di ammirare a pochi passi da casa il rigoglio della natura qualora le si dia la possibilità di esplodere in tutta la sua bellezza.
Da almeno un paio di anni al centro della discussione vi è la possibilità di allargare questo luogo tanto amato dai carpigiani e non solo ma, sinora, come spesso accade, l’Amministrazione prende tempo. Di fronte all’ingresso dell’oasi vi è un fondo agricolo di 7 ettari che, se acquisito dal Comune di Carpi, consentirebbe di espandere ulteriormente l’oasi. L’area, di proprietà di un Ordine di suore di Bologna e al momento affittata a un agricoltore, rappresenta una ghiotta occasione proprio per la sua contiguità alla Francesa. Dall’Amministrazione arriva la conferma che “gli uffici stanno cercando i contatti della proprietà per poi capire il prezzo del terreno” ma l’operazione sarebbe ancora in una fase embrionale.
La manutenzione costante e l’amorevole cura dell’oasi rappresentano un carico pesante per i volontari attivi del Panda Carpi ma una eventuale annessione del fondo antistante non comporterebbe necessariamente un onere di gestione in più. Potrebbe infatti essere adottato un approccio all’insegna del rewilding leggero, lasciando cioè che la natura si autorigeneri e sbocci. Insomma l’auspicio è che l’Amministrazione ingrani finalmente la marcia e porti a casa il risultato. La salvaguardia dell’ambiente, soprattutto in una zona compromessa come quella di Fossoli, è quantomai necessaria.
Jessica Bianchi