E’ stato un momento molto intenso l’incontro di Simone Cristicchi con le suore Clarisse di Carpi che lo hanno accolto nel parlatorio del Monastero della Chiesa di Santa Chiara. “Le suore clarisse di Carpi non possono uscire dal convento per venire al mio spettacolo. E io ‘Franciscus’ glielo porto in convento, cantando dalla grata aperta” ha scritto nel suo post sui suoi canali social Simone Cristicchi. Il cantautore, che è anche attore teatrale e scrittore, sabato pomeriggio con la sua chitarra ha dedicato loro una delle canzoni inedite del suo spettacolo dedicato alla figura di San Francesco.
Cristicchi era a Carpi per portare “Franciscus, il folle che parlava agli uccelli” sul palcoscenico del Teatro comunale sabato 21 e domenica 22 febbraio. Tra riflessioni, domande e canzoni inedite, che portano la firma dello stesso Cristicchi e della cantautrice Amara, l’artista romano indaga e racconta San Francesco e l’attualità del suo messaggio a ottocento anni dalla morte: Francesco, il rivoluzionario, è stato innanzitutto un uomo in crisi, consumato dai dubbi, un laico che imparava facendo, si perfezionava incontrando, e il cui esempio riuscì ad attrarre una comunità, ma non senza destare sospetti di alcuni del popolo. Uno in particolare, Cencio (interpretato sempre da Cristicchi), stracciaiolo girovago, inventore di una lingua solo sua, osservatore critico del viaggio di Francesco.
Al centro dello spettacolo, il labile confine tra follia e santità, tema cardine della vita personale e spirituale di Francesco. Ma anche la povertà, la ricerca della perfetta letizia, la spiritualità universale, l’utopia necessaria di una nuova umanità che riesca a vivere in armonia con il creato. Temi che nel frastuono della società in cui viviamo diventano ancora più urgenti e vividi.