Sul territorio dell’Unione Terre d’Argine, con il progetto Un argine all’azzardo, prosegue con tante iniziative l’attività di prevenzione contro il gioco d’azzardo patologico: tra queste, il 25 febbraio, alle ore 15, presso il Centro Sociale Guerzoni di via Genova 1 si terrà l’incontro aperto a tutti Se mio nipote gioca d’azzardo dedicato all’importanza della figura dei nonni come sentinelle nell’educazione dei nipoti, organizzato in collaborazione con Università della Libera età Natalia Ginzburg.
Il progetto – giunto alla sua seconda edizione e promosso da Unione Terre d’Argine, Ausl, Centro Servizi Volontariato Terre Estensi, Federconsumatori, Ceis, Centro sociale Papa Giovanni XXIII e Dedalo – intende contenere le conseguenze dell’abuso del gioco in termini di salute delle persone, drammi familiari e disastri economici e sociali. Tra le azioni principali portate avanti, vi sono gli sportelli gratuiti di consulenza sovraindebitamento, di ascolto psicologico per i problemi di gioco d’azzardo e i gruppi di sostegno sia per giocatori patologici che per i loro familiari (info e contatti: www.unargineallazzardo.it/). Significativi i numeri di accesso registrati finora: sono circa 176 le persone che hanno usufruito della consulenza sovraindebitamento per un totale di 249 colloqui; le persone nella maggior parte dei casi vengono ricevute più volte perché la loro situazione debitoria è complessa, si rilevano problemi di accesso al credito ed un uso poco consapevole del denaro nonché problemi legati alla ludopatia. E ancora: 101 sono le persone che si rivolgono agli sportelli di ascolto psicologico per i problemi di gioco d’azzardo per un totale di 215 colloqui; 25 le persone che partecipano al gruppo giocatori d’azzardo; 17 le persone che si rivolgono ai gruppi di sostegno per i familiari dei giocatori patologici.
Grande attenzione è rivolta anche alla sensibilizzazione e informazione su questi temi portata avanti nelle scuole: nell’ultimo anno scolastico, i vari partner del progetto hanno incontrato quasi 500 studenti per un totale di 23 classi e 29 incontri (2 scuole secondarie di secondo grado e 1 scuola secondaria di primo grado); è stato inoltre fatto un incontro di formazione rivolto ai docenti delle scuole secondarie, ed è stato inviato alle scuole secondarie di primo e secondo grado il questionario “Genitori in rete” a cura di Federconsumatori, i cui risultati verranno presto presentati.
“Nel 2025 gli utenti in trattamento presso il SerDP di Carpi sono stati 30, di cui 27 uomini e 3 donne” sottolinea il dottor Massimo Bigarelli, direttore del Servizio Dipendenze Patologiche Area Nord dell’Azienda USL di Modena. E questa non è che la punta dell’iceberg.