Un Carpi combattivo, organizzato e mai domo esce tra gli applausi dal “Curi” di Perugia, imponendo l’1-1 ai biancorossi e conquistando un punto preziosissimo in chiave salvezza. Un risultato che, per quanto visto in campo, va persino stretto agli emiliani, protagonisti di una ripresa di grande personalità. La gara si accende dopo il vantaggio iniziale del Perugia, firmato da Riccardi, bravo a sfruttare una situazione favorevole e a portare avanti i padroni di casa in un avvio equilibrato ma intenso. Il Carpi, però, non si disunisce. Anzi, cresce col passare dei minuti, prende campo e fiducia. Il pareggio arriva grazie a una gemma su calcio piazzato di Federico Casarini: una punizione disegnata con classe e precisione che sfruttando il movimento errato della barriera, non lascia scampo a Gemello. Una traiettoria perfetta, una vera e propria perla che rimette tutto in equilibrio e cambia l’inerzia del match.
Assedio biancorosso, Gemello salva il Perugia
Per tutta la ripresa è il Carpi a fare la partita. Gli uomini emiliani alzano il baricentro, pressano con convinzione e costringono il Perugia sulla difensiva. Il “Curi”, inizialmente caldo e partecipe, si infiamma ma per motivi opposti: i tifosi di casa non gradiscono il predominio ospite. L’assedio finale è veemente. Il Carpi crea occasioni nitide, ma trova davanti a sé un super Gemello. L’estremo difensore umbro compie due interventi decisivi: prima si supera su una conclusione ravvicinata di Stanzani, poi vola a togliere dall’incrocio dei pali il bolide di Pietra. Sul risultato di 1-1 resta l’episodio che ha fatto discutere e che avrebbe potuto cambiare il volto della gara. Sul risultato di 1-1 resta l’episodio arbitrale che ha fatto discutere e che avrebbe potuto cambiare il volto della gara. Dalla panchina di mister Stefano Cassani chiama la revisione FVS per un tocco di mano in piena area perugina, che ferma una conclusione verso la porta dell’attaccante carpigiano Sall. Il braccio appare nettamente largo (vedi immagne), distante dal corpo, e l’impressione dal campo è quella di un intervento goffo e scomposto che blocca una traiettoria potenzialmente decisiva. Dopo almeno tre minuti di verifica, tuttavia, il direttore di gara Poli di Verona non ritiene che ci siano gli estremi per concedere il calcio di rigore e fa riprendere il match. Un episodio controverso che lascia inevitabilmente amarezza, poichè in gare così delicate ogni dettaglio può fare la differenza. Un rigore, a pochi istanti dal 90′, avrebbe potuto indirizzare definitivamente la sfida e pesare nella corsa verso la permanenza in Serie C.
Un punto che pesa: Il triplice fischio sancisce un 1-1 che lascia un pizzico di rammarico in casa Carpi, ma che certifica la solidità e la crescita della squadra. Un punto che consente ai biancorossi di allungare a +5 sulla zona playout, un margine importante in questo momento della stagione. Prestazione di carattere, qualità e personalità: il Carpi c’è, lotta e dimostra di potersela giocare su ogni campo. Anche in uno stadio caldo e difficile come il “Curi