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Chiesetta di via Nuova Ponente, è l’anno giusto per decidere il suo destino

Lo si deve dire piano perché già nel 2008 sembrava di aver trovato la quadra per spostare l’Oratorio dell’Addolorata ma la chiesetta è ancora lì a restringere la carreggiata di via Nuova Ponente creando un pericoloso imbuto lungo un’arteria ad alto traffico.

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L’incontro a tre risale ai giorni prima di Natale: c’erano il Sindaco di Carpi Riccardo Righi, il proprietario della chiesetta pericolante di via Nuova Ponente e il nuovo proprietario dell’area dove sono iniziati i lavori per la realizzazione di otto appartamenti. Non era la prima volta che si incontravano e non sarà l’ultima, ma l’anno che si è aperto potrebbe essere quello della svolta. Lo si deve dire piano perché già nel 2008 sembrava di aver trovato la quadra per spostare l’Oratorio dell’Addolorata ma la chiesetta è ancora lì a restringere la carreggiata di via Nuova Ponente creando un pericoloso imbuto lungo un’arteria ad alto traffico. Lasciata in stato di abbandono, si è ridotta a un rudere di pochi mattoni ricoperti dalla folta vegetazione che nasconde i sacchetti dei rifiuti abbandonati con regolarità da automobilisti di passaggio.

Il momento per discuterne il destino è propizio per il fatto che il lotto all’angolo tra via Nuova Ponente e la zona sportiva è stato acquistato e sono in corso i lavori per la riqualificazione della villa in cui saranno ricavati otto appartamenti. Dovendo mettere mano al lotto e riqualificarlo, la proprietà si è interessata alla vicina chiesetta pericolante, vincolata dalla Soprintendenza e di proprietà di un altro privato cittadino carpigiano.

“Questo è il momento per sistemarla finché resto l’unico proprietario e prima della vendita degli appartamenti” dichiara Enzo Bordini. Considerando che da almeno due anni sono in corso le trattative con il proprietario della chiesetta, ora è il Comune di Carpi che deve dire che cosa è disposto a fare. Io ho dato la disponibilità a cedere una porzione del mio terreno per permettere la traslazione di quel che resta della chiesetta”.

La vicenda era finita in Consiglio comunale nel novembre del 2024 quando, rispondendo a un’interrogazione di Enrico Fieni (FdI), l’assessore Di Loreto aveva riferito che il Comune di Carpi, a fronte della mancata esecuzione delle opere di messa in sicurezza,  aveva inviato una diffida al proprietario che aveva 90 giorni di tempo per la messa in sicurezza della cappelletta e, “in caso di inottemperanza, l’Amministrazione agirà in sostituzione del privato, con oneri a carico del privato stesso”.

E’ passato più di un anno e può realizzarsi ciò che nel 2008 si era tentato. L’oratorio, che essendo vincolato non poteva essere demolito, doveva essere traslato di qualche metro all’interno dell’area di pertinenza della villa. Il progetto di traslazione aveva ricevuto l’avallo della Soprintendenza di Bologna a condizione di concordare dei sopralluoghi durante l’esecuzione delle varie fasi operative. Poi non se ne fece più nulla.

Al momento il Comune di Carpi ha sospeso l’istanza di messa in sicurezza e ripristino che il proprietario della cappelletta aveva l’obbligo di fare e si è rivolto alla Soprintendenza per chiedere un parere supplettivo per il suo spostamento oltre a una perizia sul valore dell’immobile.

Sara Gelli