Una delegazione di Takeda Pharmaceutical Company, la più grande casa farmaceutica del Giappone e una delle maggiori a livello mondiale, ha fatto visita a Unimore, martedì 20 gennaio, presso il Tecnopolo di Modena, per siglare un importante contratto di collaborazione triennale con il Centro di Ricerca interdipartimentale AIRI – Artificial Intelligence Research and Innovation, diretto dal Professor Simone Calderara, che darà avvio a un progetto multidisciplinare sulla diagnosi e lo studio della narcolessia, attraverso l’applicazione dell’intelligenza artificiale.
La narcolessia è un disturbo neurologico complesso che richiede una stretta integrazione tra competenze cliniche, ricerca scientifica e sviluppo tecnologico. In questo contesto si inserisce questo progetto che vuole mettere insieme ricerca clinica, industria farmaceutica e ricerca accademica, con un’attenzione particolare alla cataplessia – un sintomo cardine della narcolessia di Tipo 1 – e ai metodi diagnostici e analitici innovativi, inclusi approcci basati sull’analisi dei dati video.
“È un importante riconoscimento della qualità e della visibilità a livello internazionale della ricerca in AI di Unimore e di come il centro AIRI possa contribuire alla ricerca applicata multidisciplinare con importanti contributi sia per il tessuto produttivo che per la società” commenta il Professor Calderara, direttore del Centro AIRI.
Nel corso dell’incontro, aperto dalla Rettrice Unimore Rita Cucchiara, sono intervenuti il Professor Giuseppe Plazzi, responsabile del Centro Narcolessia e Disturbi del Sonno dell’Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna (IRCCS ISNB), che collabora al progetto, il Dottor Dmitri Volfson, alla guida della delegazione dell’azienda farmaceutica Takeda e il Dottor Vittorio Cuculo, ricercatore dell’AImageLab di Unimore e organizzatore dell’evento.
Gli interventi sono stati dedicati alle prospettive cliniche e diagnostiche della cataplessia, ai modelli per la valutazione della qualità della veglia e del sonno nella narcolessia e alle sfide e opportunità offerte dall’analisi video degli eventi cataplettici.