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Aimag, il punto di vista di Giorgio Verrini dopo il Consiglio Comunale

"La domanda è: cosa vuol fare Aimag da grande o meglio quali sono i piani di sviluppo programmati dai soci (pubblici e privati) della nostra  Azienda Intercomunale Municipalizzata Acqua e Gas?" si chiede il consigliere comunale Giorgio Verrini. Ecco le sue riflessioni

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Dottor Giorgio Verrini

Il consigliere comunale Giorgio Verrini (Carpi a Colori) fa il punto della situazione dopo la discussione in Consiglio Comunale. Ecco le sue riflessioni

“La trattativa  AimagHera è molto complicata per ragioni economiche, storiche, amministrative e per ultimo, per i pronunciamenti contrari al progetto di partnership tra le due multyutilities espressi dalla Corte dei Conti. Ho ritenuto, prima di affrontare la disamina dell’ attuale situazione,  far emergere alcune considerazioni che nel bailamme attuale sembrano finite in second’ ordine. Tra le varie definizioni di politica, la più calzante in questo frangente è questa: l’arte di gestire i soldi pubblici in modo corretto e prudente per il bene della città.

Non è una questione di contabilità e basta ma molto di più, soprattutto quando si parla di gestione di SERVIZIO PUBBLICO. Ma cosa si intende per servizio pubblico? In sostanza, l’insieme di quelle prestazioni che rispondono ai bisogni collettivi della comunità e dei cittadini. In altre parole il servizio pubblico è un costruttore di benessere.

Il servizio pubblico può essere gestito sia da Enti pubblici che da imprese private. Come ha dichiarato qualche tempo fa il prof. Cottareli, noto economista nonché docente di business school statunitensi, non esiste una soluzione di governance pubblica migliore di quella privata  e viceversa: è una questione di scelta politica. Ma le differenze gestionali non sono certo irrilevanti se le si considerano dal punto di vista delle finalità e dei propositi.

Infatti l’azienda a governance pubblica è più attenta alle richieste dell’utente al fine di migliorarne la qualità della vita in una condizione di efficienza gestionale che può generare un profitto senza però essere guidata dalla sua massimizzazione.

L’azienda a governance privata, soprattutto se quotata in Borsa, è guidata dal principio di efficienza e massimizzazione del profitto ,ponendo in sub ordine investimenti per la comunità di riferimento, investimenti anche rilevanti ma intesi come non prioritari.

Le scelte politiche sono le più difficili e vanno ben soppesate nella questione Aimag-Hera dando il giusto peso ai consigli dei cosiddetti esperti di finanza in quanto la perdita di capitale e/o riduzione degli utili (vero spauracchio delle amministrazioni pubbliche) si infrange nella constatazione che nessuno mai potrà fare senza acqua, gas e raccolta/smaltimento dei rifiuti.

Interessante anche quando dice che per quel che riguarda le multiutilities esiste una soglia di dimensione critica al di sopra della quale ogni servizio cessa di essere servizio (perché non funziona) e cessa di essere pubblico (perché non controllabile).

Quindi, da quanto sopra, si evince cosa si intenda per Servizio Pubblico, come questo possa essere governato sia da un Ente pubblico che da aziende private, come sia imprudente affidarsi solo a valutazioni economiche per le scelte gestionali e ribadito come il primato delle scelte in questo caso sia Politico.

Situazione attuale: stando alle dichiarazioni recenti delle rispettive governance, le due aziende Aimag ed Hera sono in buona salute dal punto di vista economico e potrebbero mettere in piedi sane collaborazioni di tipo industriale con vantaggi reciproci, come ad esempio la partecipazione alla futura gara del Servizio Idrico Integrato, costituendo una compagine Hera Aimag con partecipazione proporzionale agli asset di ciascuno. Ma questa soluzione è lontana per la pervicacia di chi (19 Comuni su 21 che detengono il 65% delle Azioni Aimag) insiste nel considerare ancora percorribile il piano di partnership Aimag Hera nonostante la bocciatura dello stesso da parte della Corte dei Conti. In estrema sintesi il patto incriminato è il seguente: i Comuni di Aimag passerebbero dall’attuale 65% di patrimonio azionario al 51% e Hera salirebbe dall’attuale 25% al 41% mediante un aumento di capitale in natura (costituito da una partecipazione del 45% di una società di Hera che gestisce il Servizio Idrico Integrato nel suo territorio). Inoltre l’accordo prevede di fatto il controllo dell’intero gruppo Aimag mediante la formazione di un Consiglio di Amministazione sbilanciato a favore di Hera. Perché questa resa di fatto, alle ben note mire del potente gruppo industriale Hera? Perché nei due anni precedenti alla stesura del suddetto accordo, la narrazione su Aimag era la seguente: situazione finanziaria compromessa, necessità di investimenti (per le future gare) non alla portata dell’azienda, indebitamento eccessivo con difficoltà al credito da parete delle banche (quali non si sa).

Il soggetto narrante era l’attuale CDA nominato nel 2023 da 6 Sindaci su 21. Tutto quanto sopra è stato comunque non approvato dalla Corte dei Conti che ha bocciato le scelte dei Comuni che avrebbero creato una situazione del tutto anomala per Aimag facendone una azienda pubblica ma a controllo privato, quello di Hera.

Altra criticità grave denunciata dalla Corte è la totale assenza di valutazione su partner alternativi ad Hera violando le norme in fatto di trasparenza ed evidenza pubblica contenute nel  T.U.S.P. Anche la disamina dei bilanci ha molto ridimensionato la presunta fragilità del gruppo Aimag e non vi è traccia in questo senso da parte del Collegio Sindacale e della Società di Revisione tanto da arrivare alla dichiarazione recente di buona salute economica dello stesso gruppo.

Dunque mai come in questo caso la domanda è: cosa vuol fare Aimag da grande o meglio quali sono i piani di sviluppo programmati dai soci (pubblici e privati) della nostra  Azienda Intercomunale Municipalizzata Acqua e Gas?”

Giorgio Verrini