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L’abbraccio della Fondazione Cr Carpi all’Ospedale Ramazzini, donazioni per mezzo milione di euro

“Il merito non è attribuire solo alla Fondazione bensì a un formidabile gioco di squadra”, sono queste le prime parole del presidente della Fondazione Cr Carpi, Mario Arturo Ascari nel commentare le donazioni, per un ammontare complessivo di mezzo milione di euro, che hanno consentito di potenziare con strumentazioni all’avanguardia varie Unità operative dell’Ospedale Ramazzini e di migliorare la qualità dell’offerta alla cittadinanza.

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“Il merito non è attribuire solo alla Fondazione bensì a un formidabile gioco di squadra”, sono queste le prime parole del presidente della Fondazione Cr Carpi, Mario Arturo Ascari nel commentare le donazioni, per un ammontare complessivo di mezzo milione di euro, che hanno consentito di potenziare con strumentazioni all’avanguardia varie Unità operative dell’Ospedale Ramazzini e di migliorare la qualità dell’offerta alla cittadinanza. A cambiare, prosegue il presidente, “è infatti il modello con cui vengono decise le erogazioni. Il nostro ente ha sempre sostenuto la sanità del nostro territorio ma oggi l’approccio adottato è all’insegna della condivisione di strategie, traiettorie e obiettivi con la direzione generale dell’Ausl e con i professionisti che operano sul campo ogni giorno. Insieme si definiscono le priorità e poi si decide di dare gambe a progetti concreti, innovativi e di qualità. Nei prossimi tre anni – annuncia poi Ascari – il focus delle azioni della Fondazione si sposterà dal settore Istruzione alla Sanità. Insomma continueremo su questa strada a tutto gas”. La visione, aggiunge il direttore generale dell’Ausl, Mattia Altini, “deve avere un respiro provinciale e da lì si individuano poi le specifiche vocazioni dei singoli ambiti ospedalieri e territoriali. Quando la traiettoria è chiara diventa poi evidente quali ambiti di sviluppo occorre implementare”. L’attenzione manifestata dalla Fondazione per il Ramazzini, sottolinea il direttore sanitario del nosocomio carpigiano, Giuseppe Licitra, “è un vero e proprio abbraccio, capace di toccare più articolazioni ospedaliere. La dimostrazione di come insieme si possano fare progetti di valore, senza lasciare indietro nessuno”.

Grazie alla progettualità condivisa con la Fondazione, l’area pediatrica è stata dotata di 12 monitor multiparametrici e di una centrale di monitoraggio, mentre l’area della Neonatologia dispone ora di 5 monitor e di una centrale dedicata. Un potenziamento che consente il controllo continuo dei parametri vitali dei piccoli ricoverati, aumentando i livelli di sicurezza e qualità dell’assistenza. Alla Neonatologia è stata inoltre donata una nuova incubatrice, strumento fondamentale per la presa in carico dei neonati più fragili. Dal gennaio 2024 al dicembre 2025 sono stati 23 i bambini prematuri nati a Carpi tra la 32esima e la 36esima settimana di gestazione, con un peso a partire da un chilo e mezzo, assistiti attraverso un approccio che integra competenze medico-infermieristiche specialistiche, tecnologie moderne e la presenza costante dei genitori, parte integrante del percorso di cura. “Un salto, in termini di qualità, enorme, soprattutto per quanto riguarda la Neonatologia” lo ha definito Francesco Torcetta, direttore di Pediatria e Neonatologia.

Un ulteriore contributo ha riguardato l’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria di Carpi, diretta dal dottor Sauro Tassi, che ha ricevuto due sistemi per l’esecuzione dell’esame fibroscopico. “Oggi la tecnologia è indispensabile – ha dichiarato il dottor Tassi – e la diagnostica necessita di strumentazioni di primo livello. Grazie a questa donazione saremo in grado di allestire nuovi ambulatori e aumentare l’offerta di prestazioni”.

All’Unità Operativa di Urologia è stata donata una colonna endoscopica per la chirurgia urologica. Si tratta di una strumentazione all’avanguardia che fornisce funzionalità di imaging avanzate per la chirurgia mini-invasiva, grazie alla definizione in 4K, facilita il flusso di lavoro e supporta gli specialisti urologi negli interventi endoscopici, come ad esempio il trattamento laser della prostata e per i calcoli renali con prestazioni affidabili e di qualità. “Vedere in 4K – spiega il direttore Fabio Manferrari – è un enorme passo avanti. Ora la nebbia è scomparsa, grazie a questa maggiore risoluzione vediamo molto meglio riuscendo così ad assicurare la massima precisione”.

La Fondazione ha contribuito, insieme all’associazione Amici del Fegato APS, all’installazione di un sistema di accettazione informatizzata per gli utenti che accedono al Comparto operatorio B, dove vengono eseguiti gli interventi dell’Endoscopia Digestiva diretta dal dottor Mauro Manno. “Grazie a questo nuovo sistema che automatizza il processo di accettazione, il paziente e l’eventuale accompagnatore vengono informati circa le tempistiche dei vari passaggi, dall’accesso in sala alla dimissione, migliorando l’organizzazione e riducendo il carico di ansia e stress dovuto all’attesa”, sottolinea il dottor Manno.

Donazioni preziose che, dichiara il sindaco Riccardo Righi, si aggiungono “allo straordinario valore umano dei professionisti che ogni giorno prendono per mano i loro pazienti nei momenti di maggiore sofferenza”.

Jessica Bianchi