La battaglia di Cortile, 69 anni dopo

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La battaglia di Cortile. Non si tratta dello scontro (figurato) che da alcune settimane si sta svolgendo fra Comitato per Cortile e amministrazione comunale sulla nota questione dei nomadi, ma di un altro combattimento, ben più glorioso, che fa parte della ricca memoria storica del nostro territorio. Questo epico conflitto si svolse il 1 dicembre 1944. Quel giorno, oltre 200 nazifascisti si erano schierati lungo un fronte di quasi 10 chilometri nelle campagne intorno a Cortile con l’obiettivo di compiere un massiccio rastrellamento, ma vennero eroicamente fermati e respinti da circa 120 partigiani appartenenti al distaccamento Aristide della 65^ Brigata Garibaldi e ad alcuni battaglioni SAP locali. Nell’articolata battaglia, che durò l’intera giornata, furono catturati e uccisi 14 partigiani, e perse la vita anche un aviatore francese che si era unito alle formazioni resistenti.  Domenica scorsa a Cortile è stato celebrato il 69esimo anniversario di quella vittoriosa lotta contro gli invasori tedeschi e fascisti. Il pomeriggio, organizzato da Comune di Carpi, Anpi e Comitato per la Memoria, è iniziato con la deposizione di una corona al cippo di via Griduzza. In seguito si è formato un corteo di un centinaio di persone che, accompagnato dalla Banda cittadina, si è snodato lungo le strade del paese fino al cimitero in cui si è svolta una nuova deposizione di corone e la benedizione officiata dal parroco della frazione Don Lorenzo Pollayil. Il corteo ha poi raggiunto il Monumento ai Caduti nella piazza del paese e infine, nella sala del circolo Arci, si sono tenuti i discorsi ufficiali delle autorità presenti: l’assessore comunale alle Politiche sociali Alberto Bellelli e il parlamentare Davide Baruffi. Bellelli ha sottolineato l’importanza di ricordare sempre i nomi dei caduti; perché dietro i nomi incisi su quelle lapidi, c’erano persone, storie, progetti di vita sacrificati affinché si potesse avere un futuro. L’assessore ha poi guardato all’attualità: “in questo momento abbiamo davanti due nemici, uno è il terremoto che ci ha colpiti un anno e mezzo fa, e l’altro è la crisi economica; ora la nostra comunità deve reagire portando avanti un vero cambiamento, con sacrificio e assunzione di responsabilità, per vedere di nuovo il futuro come una dimensione collettiva a cui partecipare attivamente”. L’onorevole Baruffi, dopo aver ricordato l’importanza di portare avanti la memoria, ha fatto un’ampia digressione sul significato della Costituzione, evidenziando il legame inscindibile che corre tra lavoro e democrazia, termini non a caso presenti nel primo articolo della Carta costituzionale; in momenti come questo, in cui il lavoro scarseggia, occorre stare all’erta perché anche la democrazia corre seri rischi. “Non dobbiamo sentirci al riparo dai pericoli, l’Italia è un Paese molto vulnerabile”, ha affermato Baruffi. Per un giorno Cortile si è presa una tregua dalle attuali battaglie, e la Memoria è stata l’unica protagonista.
Laura Benatti

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