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La carica delle donne
Carpi | 05 Giugno 2019

PAOLA GUERZONI

Non ha avuto il tempo per festeggiare, ha infilato le galosce ed è tornata sugli argini del fiume Secchia per monitorare la piena. Paola Guerzoni è stata riconfermata sindaco di Campogalliano conquistando il 49,43% e migliorando rispetto al 46,5 del 2014. Un risultato non scontato per chi si candida per il Centrosinistra in questi tempi incerti e difficili. 

Nel Comune, che conta 8.700 abitanti, il ballottaggio non è un’eventualità ma sarebbero bastati 25 voti perché la Guerzoni arrivasse al 50%. “Dopo cinque anni, io ci speravo – dichiara – nonostante l’affermarsi a livello nazionale delle Destre. Nelle ultime due settimane, le parole di chi incontravo per strada mi avevano fatto percepire più vicina la vittoria”. Se devono parlare di cose importanti i cittadini di Campogalliano prendono un appuntamento ma il sindaco lo trovano ovunque per fare due chiacchiere: quando vanno a fare la spesa o quando vanno al cimitero. 

“Negli ultimi dieci giorni ho raggiunto anche chi risiede in campagna e ha meno occasioni di frequentare il centro. La squadra che mi ha supportato in questa campagna elettorale è nuova e si va in tutte le case per presentarsi e farsi conoscere. In questi cinque anni si è consolidato anche un buon rapporto con chi risiede nelle aree esondabili del Secchia: non ce l’hanno con noi ma sono demoralizzati perché si sono ritrovati l’acqua in casa troppo spesso in quest’ultimo mese”.

Se deve individuare cosa ha permesso di aumentare il suo gradimento, il sindaco Guerzoni spiega che negli ultimi due anni del suo mandato ha introdotto una buona pratica di lavoro: “ogni volta che si deve aprire un cantiere su una strada o vengono realizzate opere pubbliche o si interviene in un quartiere, convoco un incontro pubblico con i cittadini interessati quando ancora i progetti si possono modificare per accogliere suggerimenti e consigli. E’ vero che la decisione spetta alla Giunta e al Consiglio Comunale ma il coinvolgimento diretto dei cittadini o dei commercianti del centro nei progetti che li interessano direttamente è stato molto apprezzato.

I servizi alla persona (bambini, anziani e soggetti fragili), l’eliminazione delle barriere architettoniche, i nuovi marciapiedi e le nuove panchine sono gli interventi che i cittadini hanno maggiormente apprezzato.

E la comunicazione sui social? “Non abbiamo grandi risorse da investire sulla comunicazione ma il Comune di Campogalliano ha un suo sito ufficiale. Io utilizzo il mio profilo Facebook per rilanciare le notizie e uso moltissimo Messenger dove intrattengo scritture private coi cittadini per comunicazioni sintetiche”.

Contano più le persone o i partiti? 

“Nei partiti rimangono le idee di fondo e i valori di riferimento ma non c’è più la fede cieca in essi. Le persone sono importanti e io so di avere preso voti anche da persone che alle Europee hanno dato il loro consenso a un altro partito”.

Il tempo è scaduto e la priorità è l’allerta rossa. “Una delle prime cose che farò sarà occuparmi di chi abita nelle aree esondabili perché c’è davvero da demoralizzarsi in questa situazione. Incontrerò Aipo e la Regione per capire cosa fare”.

STEFANIA CAMPIOLI

Alla sua prima esperienza in politica ottiene il record di preferenze, 445, a più centocinquanta dal secondo nella lista del Pd, e ora sente la responsabilità di corrispondere alle attese. 35 anni, carpigiana, Stefania Campioli è architetto, laureata presso il Politecnico di Milano con una tesi sulla progettazione attiva dei cittadini nella progettazione urbanistica. 

Dopo aver lavorato in uno studio di progettazione ha deciso, nel 2017, di seguire la sua passione per l’Urbanistica nell’intento di migliorare la vita delle persone nelle città in cui vivono ed è tornata in Università, a Mantova, sede del Politecnico di Milano, dove ha intrapreso il percorso di ricercatrice. “Il bando di ricerca richiede di delineare le caratteristiche di una città inclusiva e accessibile per definire quali interventi possano essere proposti a Mantova per eliminare tutte le barriere architettoniche ma anche culturali che limitano la possibilità di fruire pienamente della città”. Anche una comunicazione chiara può favorire la partecipazione attiva e non a caso Campioli cita “l’inclusive design” e il “design for all” perché “guardando alle singole esigenze delle persone, dai bambini fino agli anziani, e ascoltando le loro necessità, è possibile creare un ambiente urbano più facilmente accessibile”.

Per Campioli, la politica dà la visione di lungo termine ma periodiche verifiche per step devono consentire di rimodulare le scelte in base alle risposte delle persone. Grande attenzione, dunque, alla qualità dei progetti ma anche alle modalità con cui li si propone ai cittadini coinvolgendo i portatori di interessi che diventano interlocutori con le loro necessità e desideri. Vale per la Ztl quanto per i parchi. 

E’ necessario inoltre raccogliere dati e informazioni reali su come le persone si muovono e vivono nello spazio pubblico, per poi interpretarli con l’obiettivo di migliorare i progetti urbani: grazie a un master a Copenaghen, l’architetto Campioli ha potuto apprendere strumenti e tecniche già consolidate in ambito internazionale e sperimentare in prima persona la validità di questo approccio.

“L’innovazione passa per la sperimentazione – aggiunge Campioli – che dev’essere vissuta dalle persone: prima di approvare un progetto nella sua complessità lo si può realizzare in una sua porzione facendo una simulazione reale in scala 1:1 che permetta di verificare gli effetti che l’intervento produce. Possono essere interessati duecento metri di una strada in cui riprodurre fedelmente l’intervento”. In questo modo Stefania Campioli si propone di gettare qualche seme per cambiare la mentalità nell’approccio alla città e al bene comune. Quali città possono rappresentare un modello? “Copenaghen è una città in cui la mobilità sostenibile funziona, ci sono spazi verdi pubblici e sono stati avviati processi di rigenerazione urbana”. Campi da basket sopra un parcheggio interrato in una piazza vicino al centro storico è solo uno degli esempi che Campioli cita confortata dal fatto che “negli Anni ’60 anche a Copenaghen le piazze erano parcheggi”.

ANNALISA ARLETTI

Il suo è il miglior risultato in termini di preferenze nelle liste che si presentavano alternative al Partito Democratico a Carpi: Annalisa Arletti, carpigiana, 33 anni è stata la più votata con 256 preferenze. “Da vent’anni non succedeva a Carpi e ha pagato il duro lavoro fatto durante la campagna elettorale: non basta essere conosciuti o rappresentare un mondo, per me è stato fondamentale parlare con le singole persone e incontrarle presso la postazione che abbiamo in Piazza. Ciò significa che, oltre al partito, si valuta la singola persona e quel che fa”. 

Non è nuova alla politica a cui si è avvicinata dieci anni fa quando fece la sua prima esperienza all’interno della Giovane Italia, il movimento giovanile legato al Popolo delle Libertà, e sempre come militante di Fratelli d’Italia, il partito della Meloni, ha continuato a impegnarsi inizialmente “promuovendo politiche rivolte ai giovani per favorirne la partecipazione e poi sostenendo con grande entusiasmo e coraggio il nuovo partito Fratelli d’Italia fin dalla sua nascita e contribuendo alla sua crescita anche a Carpi dove il risultato è migliorato rispetto alle elezioni del 4 marzo scorso”.

Annalisa Arletti diventerà consigliere comunale grazie al suo risultato e a quello della lista che Fratelli d’Italia ha deciso di presentare insieme alla Lega, “con cui si è fin da subito trovata convergenza sui temi”. Laureata in Economia presso l’Università Bocconi di Milano, Annalisa lavora come e-commerce manager per un grande gruppo della moda e, grazie alla sua formazione in marketing digitale, ha intenzione di dare un contributo alla digitalizzazione dei processi anche all’interno dell’Amministrazione Comunale per favorirne la sburocratizzazione. “Nonostante siano stati fatti passi avanti, per esempio all’Anagrafe, i risultati sono ancora troppo modesti”. Non solo. “Vorrei spendermi anche nel sociale, in qualità di mamma di una bimba di diciassette mesi, per promuovere interventi legati all’ambito familiare come il sostegno alla natalità attraverso il bonus bebè e il contributo per le giovani coppie nell’acquisto della prima casa”. Tutto questo nei prossimi cinque anni dai banchi del Consiglio Comunale dove Annalisa siederà e “sarà bello vedere se all’interno della Maggioranza o dell’Opposizione, cercando comunque sempre di fare la differenza. Il consigliere comunale deve incidere di più nelle decisioni per fare il bene di Carpi e mi aspetto un’opposizione più sistematica e più dura rispetto agli ultimi anni”.

di Sara Gelli


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