Iscriviti alla newsletter

Sfoglia il giornale ovunque tu sia e in qualsiasi momento, iscriviti alla newsletter per ricevere ogni settimana Tempo sulla tua e-mail.

×
Il coraggio di insegure i propri sogni
Carpi | 11 Febbraio 2019

L’edizione 2019 della rassegna d'incontri Ne vale la pena ricomincia insieme a Francesco Messori, per gli amici Messi. Martedì 19 febbraio, alle 21, all’Auditorium Loria di Carpi, il giornalista Pierluigi Senatore intervisterà il giovane calciatore e autore de Mi chiamano Messi. Francesco ha vent’anni e gioca a calcio come i ragazzi della sua età. Ma in una maniera “speciale”: perché Francesco è nato con una gamba sola. Mi chiamano Messi è la formidabile autobiografia del centravanti della Nazionale Italiana di Calcio Amputati, Francesco Messori. Un giocatore che non ha davvero niente da invidiare ad altri famosi “Francesco” del mondo del calcio: di certo non ha avuto meno tenacia, forza di volontà, coraggio e capacità di soffrire per potersi conquistare “la maglia”. La sua vita è un esempio che merita di essere conosciuto da tutti noi, soprattutto da quelli che troppo spesso liquidano i giovani di oggi come bamboccioni. Francesco è un ragazzo come gli altri. Il suo handicap fisico, in fondo, è per lui un particolare. Che non gli ha impedito di coltivare e di realizzare il sogno che aveva e che sembrava assurdo per uno come lui: giocare a calcio. Conoscere Lionel Messi. Parlare all’Assemblea dell’ONU. E, soprattutto, vestire la maglia della Nazionale. “Indosso la giacca nera, la lascio aperta sul davanti, poi la camicia bianca, i pantaloni grigi a sigaretta e il mocassino nero lucido. È il 16 marzo 2018, mi trovo a New York, al primo piano del Palazzo di Vetro, sede ufficiale dell’ONU. L’occasione è la cerimonia d’inaugurazione del Change the World Model United Nations e io sono emozionato come non lo sono mai stato. Ho parlato molte altre volte in pubblico, ma questa volta è diverso, per tanti versi è più difficile. Vi voglio presentare due sportivi, due persone speciali che mi hanno dato gioia. La prima di quelle persone sono io, l’altra è Carlo Ancelotti. È Marco Tardelli che parla, sì, proprio lui. Io, così piccolo, in mezzo a quei due giganti del calcio italiano, che ci faccio? Da non crederci. “Mi chiamo Francesco Messori, sono nato senza una gamba e fin da piccolo la mia più grande passione è stata il calcio...”.
L’Ingresso è libero fino a esaurimento posti,


Ultime notizie

Scarica l'App
Il giornale
in edicola
Sfoglia il giornale
Rubriche del Tempo
Altre notizie