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Tutto questo fango mi ha reso ancora più forte: non arretro di un millimetro
Carpi | 10 Febbraio 2019

Ci serve umanità. Ci serve fratellanza. Voi, uomini e donne, avete la forza di fare della vostra vita una splendida avventura. Combattiamo per eliminare l’odio, intolleranza, per mantenere le promesse e creare libertà. Con le parole di Charlie Chaplin, ne Il Grande Dittatore, nella location  delle Ferrovie Creative si è aperta la campagna elettorale di Alberto Bellelli. Una campagna che, ha ripetuto più volte il candidato del Pd, assume i contorni di una “complessa battaglia tra chi vuole unire la comunità e chi, al contrario, vuole romperla, spaccarla, dividerla”. Parole che giungono all’indomani delle ultime notizie che hanno sconvolto la comunità, ovvero quelle relative al dossier al veleno imbastito contro il sindaco di Carpi e il successivo ritiro delle deleghe all’assessore Simone Morelli.
“In tanti mi hanno abbracciato stasera e nei giorni scorsi - ha detto il sindaco - e quegli abbracci lasciano il segno. Tieni duro, tieni botta... mi hanno ripetuto, perché negli ultimi due mesi ho passato qualcosa che non auguro a nessuno. Sapevo che nelle redazioni di alcuni giornali era arrivato un dossier che infangava me e la mia famiglia: ho chiesto ai Carabinieri di verificarne la fondatezza e quando ho ricevuto ampia rassicurazione sulla legittimazione del mio operato ho sporto denuncia contro ignoti. Ad oggi io non so chi vi sia dietro so però che quel qualcuno ha introdotto dei metodi squadristi nel nostro modo di fare politica. Sappiate che tutto questo mi ha dato più forza. Io non arretro di un millimetro e chi si è messo in testa di fare politica gettando fango, sappia che quel fango non lo sta buttando solo su di me ma su una comunità intera”. Una stoccata il sindaco la lancia anche a chi, sui social, “non cessa di fare allusioni”: “mi sono già rivolto al mio avvocato per verificare se e come procedere contro di loro”.  Bellelli, rilancia più volte lo slogan della sua campagna: Il futuro crede in noi, perchè “i risultati si ottengono solo se c’è un noi”. Di fronte ai suoi sostenitori (tra cui spunta anche Maurizio Marinelli, ex supporter di Alleanza per Carpi, lista civica che nel 2009 si candidò in opposizione al Partito democratico) il primo cittadino ha poi elencato alcuni dei punti salienti del suo programma: un nuovo ospedale, una città collegata in maniera sostenibile, la realizzazione di una metropolitana di superficie che colleghi la Corte dei Pio a Modena. E, ancora, creare spazi di umanità e socialità, affinché questa città sia la “migliore alleata delle famiglie. Qui deve crescere una comunità educante capace di farsi carico, anche con maggiore flessibilità, dei nostri ragazzi, perchè oggi allevare un figlio è difficile. Ma dobbiamo anche essere amici delle famiglie che si prendono cura di anziani o disabili. Un tema, quello dell’invecchiamento, che ci obbliga a mettere in campo ora delle scelte di welfare locale forti, perchè l’allungamento della vita e ciò che questo comporta rappresenta la vera sfida del nostro tempo. Non vogliamo lasciare solo nessuno. Noi, non lasciamo indietro nessuno. Sono cinque anni che sto in mezzo alla gente per capire i suoi problemi, per trovare un punto di mediazione e organizzare una risposta collettiva. Questa campagna partirà proprio da questo, dall’ascolto”. E sul fronte del rilancio economico, Bellelli è lapidario: “dobbiamo creare delle occasioni per le imprese affinché possano essere sempre più competitive, andando oltre il Carpi Fashion System e sostenendo anche altre categorie, prevedendo sgravi e una nuova programmazione urbanistica”. Una politica del “fare insieme”, per il “bene della comunità”, quella rilanciata da Bellelli, contro “l’idea marcia secondo cui la politica sia marketing. Non vogliamo odiatori, dossieratori... tra noi non c’è posto per chi ha immaginato anche solo per un secondo di poter scaravoltare la nostra città: Carpi non si tocca”.  “Svegliamoci, tutti”, ha concluso Alberto Bellelli, “togliamoci via la paura e affrontiamo questa battaglia con coraggio. Come una comunità”.
Jessica Bianchi

 


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