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La lunga vita del Consultorio
Carpi | 05 Novembre 2018

E’ difficile che una donna, almeno una volta nella sua vita, non abbia varcato la soglia al primo piano di via don Sturzo a Carpi per entrare nel Consultorio familiare e affidarsi all’equipe di medici, ostetriche e psicologi per essere seguita nel corso della gravidanza o per risolvere un problema di allattamento, per un problema ginecologico  o per eseguire un Pap Test nell’ambito del programma di prevenzione del tumore al collo dell’utero.

Un passato lungo quarant’anni

Sono passati più di quarant’anni dall’istituzione dei Consultori familiari (legge n°405 del 29 luglio 1975) eppure “resta fondamentale il loro ruolo per la salute della donna garantendo le cure primarie nella sfera sessuale e della relazione affettiva” afferma la dottoressa Giorgia Regnani, nuova responsabile del Consultorio familiare, subentrata alla dottoressa Dirce Vezzani, in pensione dal mese di aprile. Pur non essendo una testimone diretta di come sia cambiato il Consultorio di Carpi in questi quarant’anni, la dottoressa Regnani non ha dubbi quando afferma che “i servizi sono mutati e si sono evoluti per stare al passo coi tempi”. Nel distretto di Carpi (che ricomprende anche Campogalliano, Novi e Soliera) sono state 12mila le persone che nel 2017 si sono rivolte al Consultorio familiare, pari al 18% della popolazione tra i 15 e i 64 anni, con un’età che si concentra tra i 30 e i 49 anni e per il 17 per cento di origine straniera.

“A differenza di quarant’anni fa, adesso affrontiamo problemi di povertà e disuguaglianza, di abusi sulle donne, di immigrazione, di genitori single separati o divorziati. Si deve prestare sempre più attenzione cercando di indagare la violenza domestica, i disturbi del comportamento alimentare, le questioni legate all’identità sessuale”.

Percorso nascita anche oltre la gravidanza 

E’ soprattutto nel periodo della gravidanza che le donne si rivolgono al Consultorio: “nel 2017 sono state più di 500, per metà straniere, quelle che si sono rivolte a medici e ostetriche del Consultorio: un numero corrispondente a più della metà delle donne incinte residenti a Carpi. Ciò pone il Consultorio – spiega la dottoressa Regnani – al centro del Percorso Nascita, grazie anche a una proficua integrazione con l’Ospedale di Carpi”.

“Dal 2015 è stato attivato – aggiunge Sonia Gilioli – un servizio di sostegno all’allattamento: al momento delle dimissioni della puerpera, dal Reparto di Pediatria viene fissato l’appuntamento per una consulenza sull’allattamento, soprattutto per quelle mamme che sono a rischio di sospenderlo: con l’aiuto di un’ostetrica del Consultorio possono continuare ad allattare per tre/cinque mesi. Tutte le mamme possono chiedere una consulenza e presentarsi all’ambulatorio aperto dal lunedì al sabato al fine di essere sostenute per il periodo necessario. A volte tornano anche per lo svezzamento”. La scelta di attivare un sostegno all’allattamento è stata particolarmente apprezzata: si è passati da 580 consulenze del 2014 a 943 nel 2017. Non solo, “garantiamo anche visite post partum e consulenze per eventuali problemi nella relazione tra mamma e bambino”. 

Prosegue da anni l’attività dei corsi di preparazione al parto aperti a tutte le donne, anche a quelle seguite privatamente da ginecologi: i 24 corsi organizzati ogni anno sono frequentati da una quindicina di donne. Sono due gli incontri proposti invece dall’Unità Operativa di Ostetricia e riguardano la partoanalgesia e la conoscenza della struttura ospedaliera. In ultimo, il Consultorio offre la possibilità alle coppie di incontrare la psicologa. 

Un servizio per ogni bisogno, anche per i più giovani

Oltre ai servizi legati alla gravidanza il Consultorio offre consulenze relative a sessualità, contraccezione, interruzione della gravidanza, menopausa, ginecologia, genetica, malattie sessualmente trasmissibili, psicologia e screening per la prevenzione del tumore al collo dell’utero, psicoterapia in caso di conflittualità di coppia o per problemi del comportamento alimentare, “integrandosi col territorio, in particolare i servizi sociali ed educativi l’ospedale, i medici di base e le associazioni di volontariato” precisa la dottoressa Regnani.

All’interno dei Consultori è attivato lo Spazio Giovani che dispone di un’equipe adeguatamente formata per affrontare le problematiche legate alla sessualità e alla vita affettiva relazionale dei giovani (14-19 anni) e dei giovani adulti (20-34 anni). 

“Dal 2017, in base alla delibera regionale 1722 che contiene le indicazioni operative per la preservazione della fertilità e della salute riproduttiva, sono stati pensati strumenti per una pianificazione familiare consapevole e per informare i cittadini sull’evoluzione della fertilità promuovendo stili di vita sani per la protezione della salute riproduttiva. In questo ambito è previsto un counseling contraccettivo e la distribuzione gratuita di anticoncezionali agli Under 26 e  per evitare gravidanze indesiderate ma anche fino a 45 anni in presenza di particolari condizioni ed esenzioni dal ticket.

Lo Spazio Giovani per i ragazzi tra i 14 e i 19 anni è ad accesso diretto, senza appuntamento e senza impegnativa del medico, senza oneri da parte dei cittadini e svolge attività anche all’interno delle scuole secondarie di primo e secondo grado con corsi di educazione all’affettività e alla sessualità.

Il trasloco nella Casa della Salute

A breve, quando saranno terminati i lavori, il Consultorio familiare, in cui lavorano dieci ostetriche e sette medici,  si trasferirà negli spazi della Casa della Salute che sta sorgendo in via Peruzzi accanto all’Autostazione. “Non vedo particolari criticità – commenta Regnani – e non potrà che migliorare la collaborazione col sociale, le associazioni di volontariato e i medici di base, in un contesto di professionalità diverse. Lì sì potranno creare percorsi integrati perché la collaborazione è il punto di forza”.

I ringraziamenti necessari

Non c’è più spazio ma la dottoressa Regnani non rinuncia a ringraziare chi l’ha preceduta: “la dottoressa Dirce Vezzani è stata una colonna portante del Consultorio familiare e ha contribuito in modo sostanziale a quello che oggi è il Consultorio nel nostro territorio. Devo ringraziarla di cuore perché, in questa fare di passaggio, mi ha sostenuto e consigliato sia sui percorsi assistenziali che organizzativi permettendo quindi una continuità nell’interesse dell’equipe ma anche, e soprattutto, delle donne”.

Sara Gelli

 

 

 

 

 

 

 


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