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Beni impignorabili
Avvocato | 10 Febbraio 2017

La crisi economica, che si sta protraendo da parecchi anni, ha causato un forte aumento delle procedure esecutive. Società commerciali e persone fisiche stanno subendo pignoramenti, volti al recupero delle somme non pagate. La legge prevede tuttavia che ci siano dei beni che non possono essere pignorati.  Innanzitutto non possono essere pignorati i beni strettamente personali quali i vestiti, l’anello nuziale e la biancheria. Sono altresì impignorabili i mobili della cucina (il tavolo per la consumazione dei pasti, le relative sedie, i cassettoni ivi compresi gli elettrodomestici), i letti e gli armadi guardaroba. Sono comunque esclusi i mobili, meno i letti, di rilevante valore economico, anche per accertato pregio artistico o di antiquariato. Le cose sacre e quelle che servono all’esercizio del culto non possono essere oggetto di procedure esecutive, così pure gli scritti di famiglia e i manoscritti, a meno che non formino parte di una collezione. Parimenti non possono essere pignorate le decorazioni al valore, le armi e gli oggetti che il debitore ha l’onere di conservare per l’adempimento di un pubblico servizio, anche i beni che garantiscono il sostentamento del debitore  e della sua famiglia almeno per un mese (beni commestibili e combustibili). La Legge n. 221/2015 in vigore dal 2 febbraio 2016 ha poi esteso l’impignorabilità agli animali domestici o quelli impiegati a fini terapeutici o di assistenza. Per quanto riguarda i crediti non possono essere pignorati i sussidi di grazia o di sostentamento a persone comprese nell’elenco dei poveri, nonché i sussidi per maternità,  malattia o funerali dovuti dalle assicurazioni,  da enti di assistenza o di beneficenza e i crediti alimentari (quali quelli dovuti in regime di separazione o divorzio) tranne che per causa di alimenti. Anche le pensioni minime sono impignorabili, mentre quelle più elevate non potranno essere pignorate per un ammontare corrispondente alla misura massima mensile dell’assegno sociale, aumentato della metà e la parte eccedente è pignorabile nei limiti previsti dalla legge, ovvero generalmente nel limite di un quinto.


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