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La psoriasi è una malattia dell’intestino!
Dermobiotica: di pelle e di pancia | 11 Luglio 2016

La psoriasi è una malattia cronica, autoimmune su base genetica che si manifesta principalmente sulla pelle. Inizia quando il nostro sistema immunitario invia alla pelle dei segnali distorti che velocizzano il ritmo di crescita delle cellule dell’epidermide fino a formare delle chiazze o delle placche ricoperte da squame. La psoriasi però non riguarda solo la pelle: è una malattia dell’intestino.

Ciò è evidente nel momento in cui ci dicono che la psoriasi si associa a tutta una serie di altre patologie che comprendono malattie infiammatorie croniche intestinali (come il Morbo di Chron), iperglicemia, insulino-resistenza e diabete,  iperuricemia, ipercolesterolemia, aumento di peso e della massa corporea, obesità, sindrome metabolica, steatosi epatica non alcolica e celiachia. Le chiamano “co-morbidità”, come se fossero co-incidenze. Oppure dicono che gli stessi geni che causano l’una sono responsabili anche delle altre.

E’ evidente nel momento in cui la dieta è sempre stata utilizzata dai pazienti per ridurre le recidive e le esacerbazioni della malattia. Guidati da scritti  non proprio scientifici come quelli del “veggente” Edgar Cayce o dalla lettura del libro Guarire la psoriasi: un metodo naturale del professor Pagano (che a Cayce si ispirava) moltissimi pazienti psoriasici sono guariti facendo l’idrocolonterapia ed eliminando dalla dieta una serie di alimenti considerati “tossici” (la carne rossa, i pomodori, i carboidrati raffinati, i grassi idrogenati), così come altri sono guariti con una dieta priva di glutine e ricca di frutta fresca e vegetali, o con l’implementazione di pesce od olio di pesce o, ancora, di vitamina D, e, più recentemente, con la dieta “paleo” sostenuta da un incredibile gruppo  Facebook che conta più di 20mila membri!

E’ evidente nel momento in cui nei pazienti psoriasici si riscontrano alterazioni del microbiota intestinale caratterizzate da scarsa diversità microbica del tutto simili a quelle dei pazienti affetti da malattia infiammatoria intestinale; e la somministrazione di alcuni ceppi di Bifidobacterium portano alla riduzione dell’infiammazione intestinale e sistemica e, successivamente, al miglioramento della sintomatologia cutanea. E’ evidente. Eppure, nell’epoca della “medicina basata sulle evidenze”, la terapia della psoriasi continua a essere affidata ai farmaci immunosoppressori. E’ vero, siamo passati dal cortisone alla ciclosporina, e poi dalla ciclosporina ai farmaci cosiddetti “biologici” che agiscono bloccando specifiche citochine (dai primi contro il TNF-alfa, agli ultimi che bloccano l’interleuchina 17 e prossimamente contro l’IL23) ma il concetto è sempre lo stesso: inibire la reazione eccessiva del sistema immunitario.

Ancora nessuno studio ufficiale su larga scala si occupa di risolvere la causa di questa attivazione auto-immunitaria andando a spegnere l’infiammazione intestinale e a correggere lo stato di disbiosi che evidentemente sta alla base non solo della psoriasi ma anche di tutte quelle patologie che, non a caso, si riscontrano molto più frequentemente in questi pazienti.


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