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C’è vita sul pianeta Uomo!
Dermobiotica: di pelle e di pancia | 01 Aprile 2016

Il 22 giugno del 2003 è stata posata una pietra miliare nella strada della conoscenza del corpo umano e delle sue patologie: con la conclusione del Progetto Genoma Umano sono stati identificati e mappati i circa 20.000 geni che compongono il Dna dei 10.000 miliardi di cellule del nostro organismo. A partire più o meno dallo stesso anno le moderne tecnologie bioinformatiche ci hanno rivelato che i microbi che ospitiamo nel nostro intestino sono 100.000 miliardi (10 volte più numerosi delle nostre stesse cellule), appartengono a centinaia di specie diverse e possiedono dai 3 agli 8 milioni di geni! Tutte queste cellule messe insieme pesano circa 1,5 chili (più del fegato e quasi il doppio del cuore) e costituiscono un vero e proprio “organo invisibile” che è stato chiamato Microbiota. E mentre ognuno di noi condivide circa il 99% dei geni con il proprio vicino, i geni del microbiota possono differire moltissimo e potrebbero essere i veri responsabili di differenze tra le persone che vanno dal peso alle allergie, dalla predisposizione a certe malattie ai livelli di ansia. L’intestino è l’organo più antico: si è sviluppato, durante l’evoluzione, 500 milioni di anni fa (l’homo sapiens solo 150), da questo sono derivati tutti gli altri organi, cervello compreso. E’  il primo che si sviluppa nell’embrione, tanto che qualcuno ha affermato: “noi siamo un intestino con i suoi accessori utili e funzionali”. Allora, considerato che i batteri abitano la terra da 5 miliardi di anni, potremmo spingerci a dire che noi siamo una colonia di batteri con il proprio “guscio” evoluto intorno. In realtà la “convivenza” serve a entrambi: i batteri che abitano dentro di noi sono, per la maggior parte, anaerobi, cioè vivono bene in assenza di ossigeno. Noi forniamo loro acqua, calore e nutrienti in un ambiente privo di ossigeno e loro svolgono per noi numerosissime funzioni metaboliche. Lungi infatti dall’essere indolenti ospiti di passaggio, questi piccoli organismi giocano un ruolo essenziale nelle maggiori funzioni vitali: sono i principali responsabili della trasformazione del cibo che ingeriamo. Sono loro ad esempio che ci permettono di digerire il glutine e il lattosio,  senza batteri saremmo tutti (e molti infatti lo sono!) intolleranti a glutine e latte. Sono i batteri che producono la vitamina K2 fondamentale per l’assorbimento del calcio e, ancora, sono i batteri che regolano l’acidità del sistema digerente. Il malfunzionamento del microbiota, detto Disbiosi, sembra essere alla base di numerose patologie tra cui dislipidemie, obesità, diabete, ipertensione e malattie cardiache. Il microbiota è poi un  fondamentale regolatore del sistema immunitario. Il giusto equilibrio di batteri trasmesso dalla madre al figlio durante il parto naturale e l’allattamento al seno sembra essere fondamentale per la competizione con batteri patogeni, per la maturazione di un sistema immunitario forte e per l’acquisizione della tolleranza immunologica mentre la Disbiosi pare essere tra le cause di infezioni, allergie e malattie autoimmuni. Infine la stretta connessione tra il sistema nervoso centrale e quello intestinale e la condivisione dei medesimi segnali trasmettitori fa sì che il nostro microbiota possa influenzare i nostri pensieri e il nostro comportamento e la Disbiosi sembra oggi essere tra le cause della depressione!


La briciola di  Sandro Santolin

Quale cibo può aiutare a mantenere l’Eubiosi (il contrario della Disbiosi)?
Primo: privilegiare gli alimenti “vivi” (frutta e verdura di stagione, fresche e crude) e gli alimenti fermentati (lo yogurt piuttosto che il latte) che sono più ricchi in biodiversità e già parzialmente pre-digeriti.
Secondo: masticare bene, perché gli enzimi della saliva iniziano il processo demolitorio del cibo in bocca. Se non mastichiamo bene lo sforzo digestivo a livello dell’intestino sarà enormemente più grande e, dunque, sarà più difficile riuscire a processare anche il migliore degli alimenti!
www.primuspane.it

 

 

 


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