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A scuola d’Europa
Carpi | 08 Maggio 2013 Il 29 aprile la Scuola media Guido Fassi è stata sede di un incontro internazionale che ha visto come protagonisti gli studenti. Si sono ritrovate così in una sola stanza decine di ragazzi provenienti da Turchia e Polonia in compagnia dei giovani carpigiani. Purtroppo sono mancati all’appello i portoghesi che hanno perso l’aereo per arrivare in Italia, dove però sono atterrati nel primo pomeriggio. L’ incontro, che ha portato al confronto giovani così simili per età, ma altrettanto lontani per cultura e nazione di provenienza, è il risultato del progetto Comenius.  “In questo percorso, gli studenti saranno guidati  in un lavoro su diritti e doveri – ci spiega Enea Storchi, professore di inglese e promotore del progetto -  e verrà condotto nei prossimi due anni con modalità multidisciplinare e interattiva, con la partecipazione di tutte le componenti della scuola: studenti, insegnanti e genitori”. Un’idea ambiziosa che ha portato i ragazzi stranieri a conoscere il nostro Belpaese e permetterà ai carpigiani coinvolti nel progetto di visitare a loro volta i paesi partner. Quella di lunedì 29 è stata l’opportunità per accogliere formalmente le classi ospiti, con spettacoli di musica, letture di brani e un piccolo rinfresco. Un momento prezioso in cui si sono colte quelle differenze culturali che potranno accrescere l’esperienza degli studenti italiani e la loro visione del mondo, come durante l’ascolto degli inni nazionali quando, pur mancando per problemi tecnici quello turco, la delegazione straniera ha espresso il desiderio di poterlo cantare senza base, dimostrando così un forte attaccamento alla propria bandiera. Si tratta quindi di una rara opportunità di apprendimento quella che coinvolge tutti i giovani del progetto Comenius, un genere di studio che normalmente la scuola fatica a offrire. Così, per tutti i partecipanti di questo incredibile scambio culturale, non solo saranno messi a disposizione risorse e lavoro, ma anche la possibilità di imparare, vivendo e toccando con mano realtà differenti. Un’esperienza formativa che li aiuterà non solo a imparare ma anche a crescere come esseri umani.  Francesco Palumbo

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