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“Più piccole sono, maggiore è la loro patogenicità”
Carpi | 21 Febbraio 2013 Ospite dell’incontro al Circolo La Fontana, anche Maurizio Lodi, esponente del Pd e presidente della Commissione consiliare sulle biomasse a Galliera, comune simbolo nella lotta contro le centrali a biomasse. “Questa - ha commentato - non è una battaglia politica, bensì una battaglia per la nostra salute. Ammettere di aver preso un granchio non è un peccato imperdonabile: i vostri amministratori benché siano del mio stesso partito dovrebbero fare marcia indietro. E’ davvero grave che oggi qui non ci sia nessun rappresentante della Giunta”. Non usa mezzi termini Lodi che rincara: “dal punto di vista delle emissioni si calcola che, a parità di energia prodotta, per assurdo, un impianto a metano produce un inquinamento atmosferico nettamente inferiore rispetto a quello prodotto da un impianto a biomasse legnose. Come si fa a incoraggiare la nascita di questi impianti proprio qui in pianura? Un territorio che, essendo privo di correnti ascensionali, ha un tasso di inquinamento dell’aria tra i più alti del mondo e un’incidenza altissima di patologie tumorali. Di certo non ci servono ulteriori emissioni inquinanti. Queste centrali, a solo vantaggio degli interessi di pochi, possono avere invece conseguenze drammatiche per la collettività”. E per dare ulteriore forza alle sue parole, Lodi cita i risultati del ricercatore Stefano Montanari, secondo il quale, “il processo di combustione produce micro e nano particelle. Più piccole sono, maggiore è la loro patogenicità”. Ed è qui che sta l’inganno “Più moderna è la tecnologia impiegata (nelle centrali a biomasse così come negli inceneritori e nei filtri antiparticolato delle auto nuove) minore è la dimensione delle particelle ottenute”. Dal momento che nessun sistema di filtraggio è in grado di bloccare le micro e le nano particelle, la legge non stabilisce controlli su tali emissioni. In soldoni: non potendole rilevare, queste particelle non esistono! “In realtà con l’evoluzione della tecnologia la situazione sanitaria si è fortemente aggravata e gli inceneritori di oggi, paradossalmente, fan peggio di quelli più obsoleti”, conclude Lodi. Jessica Bianchi

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