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Tra dieci anni classi dimezzate
Carpi | 16 Settembre 2019

I nati nel 2013 a Carpi saranno gli ultimi a riempire tutti i banchi di scuola elementare: i primini che entrano in classe sono l’ultimo baluardo, l’ultima generazione a superare le seicento unità (664 nati nel 2013 a Carpi) dopodiché inizia il crollo, inesorabile e inarrestabile, fino ai 520 nati a Carpi del 2018.

Esiste una correlazione diretta tra il numero di nati a Carpi e gli alunni che iniziano la scuola primaria in città: lo scorso anno c’erano 641 primini e i nati nel 2012 erano stati 655. In base al numero dei nati e considerando il calo del 21% in cinque anni è possibile ipotizzare, se ci va bene e il calo non aumenta progressivamente, che saranno 407 gli alunni che faranno il loro ingresso alla scuola primaria nel 2023, 319 nel 2028. In pratica tra dieci anni la popolazione scolastica di prima elementare sarà dimezzata.

Meno studenti, meno classi e meno insegnanti: è questo lo scenario del prossimo decennio con significative implicazioni per le politiche dell’istruzione.

Una prima alternativa è non fare nulla: accettare tale la riduzione degli organici comporterà una minor capacità di rinnovamento del corpo docente e un risparmio che la Fondazione Agnelli calcola in due miliardi di euro annui.

Questa però è una di quelle occasioni per migliorare la qualità dell’istruzione: potrebbe essere aumentato il numero medio di insegnanti per classe “favorendo lo sviluppo di forme di co-progettazione interdisciplinare anche ai gradi superiori”; potrebbe essere diminuito il numero medio di studenti per classe come in Francia oppure si potrebbe pensare a un rafforzamento della ‘scuola del pomeriggio’ con più possibilità di scelta del tempo pieno/prolungato, attività integrative, supporto ai percorsi personalizzati, contrasto all’abbandono.

Se oggi non si riesce a fare fronte al tema della carenza cronica di insegnanti di sostegno o al problema dei docenti del sud che aspettano di entrare in ruolo nelle loro regioni e non prenderanno servizio al nord se non in inevitabile ritardo, come sarà possibile affrontare il domani?

 

 


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