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Tuffarsi ora si può con Asi Modena Tuffi
Carpi | 14 Settembre 2019

“Mi tuffo da tutta da una vita. Sin da quando ero un bambino ma, quattro anni fa, insieme a mio padre, Antonio, ho deciso di trasformare questa passione in qualcosa in più”, sorride il carpigiano 40enne Ivan Capponi. Lanciarsi da un trampolino però non è affatto semplice a causa di una strutturale mancanza di impianti natatori adeguati: “nella piscina attrezzata Barracuda di Spilamberto, nel 2012, abbiamo conosciuto l’allenatrice federale Cristina Cicchetti. Ci si aprì un mondo. Fu lei a parlarci della presenza di un trampolino inutilizzato in Accademia a Modena e della società Canottieri Mincio di Mantova, città che vanta una tradizione storica in fatto di tuffi. Ed è lì che ci siamo iscritti entrando a far parte della squadra Master composta da una decina di persone”.

Questa disciplina sportiva viene chiamata lo sport del secondo e mezzo, poiché dallo stacco dal trampolino, tutto si consuma in un paio di secondi. Ed è proprio in questa condensazione di tempo, energia e concentrazione che Ivan sperimenta ogni volta la bellezza di lanciarsi: “quando sei lassù, sul trampolino, da solo, devi rimetterti in gioco. Vincere ogni timore e misurarti con te stesso. Coi tuoi limiti, le tue paure. Tecnica e allenamento costante sono fondamentali ma, a fare la differenza, sono autocontrollo e concentrazione. La mente può essere paralizzante, può opporre resistenza. Tutto si gioca nell’arco di pochi istanti. Imparare a controllare la propria mente significa dominare il proprio corpo”.

Raggiungere gli automatismi necessari per librarsi, seppure per qualche istante, in volo, implica tempo e pazienza: “da sempre il mio tuffo preferito è quello con avvitamento poiché, in un certo senso, rappresenta la chiave di volta. Mi ci sono accanito per anni. Esercitandomi continuamente grazie alle dritte dell’allenatore del Mantova, Francesco Priori: ex agonista nella squadra nazionale è un vero e proprio maestro di questa tipologia di tuffo e non solo”.

L’unico rammarico di Ivan è l’inadeguatezza delle strutture, compresa quella di Carpi: “avvicinarsi a questa disciplina sportiva è difficile perché mancano gli impianti. Qui intorno non c’è praticamente nulla ma la voglia di tuffarsi cresce. Ogni anno vedo aumentare il numero di ragazzi che si avvicinano a questa disciplina sportiva ma si potrebbe fare molto di più se solo vi fossero delle piscine dotate delle attrezzature necessarie”.

Ed è proprio per cercare di dare un’opportunità a chi desidera cimentarsi con questo affascinante sport che Ivan, affiancato dal padre, ha deciso di lanciarsi in un’altra avvincente avventura. Dopo essere diventato istruttore FIN di tuffi, Capponi, lo scorso anno, ha portato, con coraggio, entusiasmo e determinazione, la disciplina del tuffo a Modena: “grazie alla collaborazione con Asi Modena Nuoto, che ci ospita presso la piscina dell’Accademia Militare, stiamo riuscendo in questa stimolante impresa. Abbiamo un gruppo motivato che unisce una ventina di atleti amatori, uomini e donne dai 16 anni agli Over 60”.

La squadra, dopo un solo anno di allenamenti, a luglio ha partecipato ai Nazionali Master di Bergamo dove ha conquistato importanti riconoscimenti nella Categoria Amatoriale: “pur essendo la categoria più bassa, nella quale vi è un numero ridotto di tuffi da fare, la sfida è stata complessa data la scarsità di mezzi a nostra disposizione. A Modena, infatti, siamo limitati dalla presenza di un solo trampolino posto a tre metri di altezza, mentre sarebbe fondamentale, soprattutto per approcciarsi ai primi tuffi, quello a un metro. Malgrado i mezzi non convenzionali a disposizione durante gli allenamenti, i nove atleti partecipanti hanno concluso il programma di gara ottenendo due ori e sei bronzi, mentre la squadra ha conquistato il settimo posto in classifica sui 17 team presenti. Un’impresa di cui sono estremamente orgoglioso”.

Ivan - che quest’anno nella Categoria Master è riuscito a strappare il quinto posto, un risultato davvero prestigioso dal momento che nella stessa categoria militano i più grandi, ovvero gli ex agonisti che hanno rappresentato l’Italia nel mondo in questa disciplina - è ottimista. “Asi Modena Tuffi - prosegue - è nata quasi per gioco da un’ambizione che nutrivo da anni, questo piccolo passo avanti mi riempie di gioia e mi motiva a fare sempre di più e meglio. Speriamo di continuare a crescere come team e di poter fare affidamento su un impianto maggiormente consono. Da tempo stiamo lavorando per comprare un trampolino a un metro, ma i costi sono molto alti, circa 20mila euro, e inoltre, occupando circa due corsie di nuoto, prima di installarlo, occorre organizzare bene la gestione dell’acqua a disposizione. La risposta della gente c’è, ma per far avvicinare anche i più piccini a questa disciplina servono gli strumenti giusti. Non è semplice ma noi non molliamo, al contrario. Mio figlio, di quattro anni, ha iniziato il mese scorso a fare i primi tutti - sorride orgoglioso papà Ivan - appena monteranno il trampolino in piscina lo prendo in corso. Per forza”.

La grazia, l’eleganza e la perfezione dei corpi in volo durante i tuffi sono qualcosa di magico. Ineguagliabile. Qualcuno dovrebbe e potrebbe fare di più per incentivare questo sport ancora così poco praticato.

Jessica Bianchi


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