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La stanza di ascolto protetto si sta rivelando ancor più preziosa dopo l’introduzione di Codice Rosso
Carpi | 03 Settembre 2019

Un luogo dove recuperare la propria dignità personale, nel quale ritrovare speranza e pace. Condizioni necessarie per riprendere in mano la propria vita e ricominciare tutto daccapo. Stiamo parlando della stanza per l'ascolto protetto creata, nel novembre scorso, all'interno della caserma dei Carabinieri di Carpi di via Sigonio e dedicata all'ascolto di minori e donne vittime di violenza. Un progetto nato grazie alla collaborazione tra Arma e Comune di Carpi per colmare un vuoto: dopo la realizzazione di un appartamento protetto per consentire l'allontanamento delle donne dai compagni violenti infatti, mancava il tassello iniziale, quello legato alla denuncia.
Questa stanza accogliente e riservata è nata proprio per facilitare l'accesso alle donne, per evitare loro di sostare in sala d'attesa, per farle sentire protette, ascoltate, capite. Dalla parte giusta, per riprendersi in mano la propria vita.
“Il nostro intento è quello di accogliere le tante - troppe - vittime di violenza in un clima di riservatezza e serenità. Siamo convinti – ha sottolineato il capitano Alessandro Iacovelli, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Carpi – che questa stanza protetta coniughi perfettamente la nostra esigenza di investigare nelle fasi più drammatiche di questi crimini e al contempo accogliere coloro che subiscono tali subdoli reati. L'impegno dell'Arma nel cercare di contenere tali fenomeni è quotidiano e rappresenta una priorità”.
A seguito dell’entrata in vigore del c.d. Codice rosso, la stanza di ascolto protetto si sta rivelando sempre più preziosa: numerose le audizioni svolte sinora dai militari di Carpi su indicazione della Procura di Modena.
Varie le novità introdotte per combattere la violenza sulle donne: dalla riduzione dei tempi delle indagini a carico di chi esercita violenza alla semplificazione dell'iter di denuncia e di ascolto delle vittime da parte dei pm (che dovrà avvenire entro 3 giorni). In sostanza, verrà ridotta sensibilmente la tempistica di tutti i procedimenti burocratici che orbitano attorno ai casi di violenza, dando per l'appunto una sorta di "codice rosso" ai casi che si manifestano soprattutto negli ambienti domestici e relativi non solo ad atti violenti a livello fisico ma anche psicologico (stalking, persecuzioni).
J.B.

 


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