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Gigi c’è: il ritorno dello chef
Carpi | 27 Luglio 2019

Gigi è tornato. L’amato e apprezzato cuoco di casa nostra, quel Gigi Filiberti che ha lasciato il segno prima al Malox di via Cesare Battisti e successivamente all’Oltrecaffè, è tornato in cucina, attorno ai fornelli del ristorantino La Lambruschina aperto dalle sue due figlie, Cristina e Paola e dalla moglie Deanna, in via Motta, 22, nella sua casa di campagna, il suo ‘buen retiro’ tra un impegno e l’altro, la sua ‘home restaurant’, insomma. Lo stimato chef carpigiano, autore tra l’altro di alcuni pregevoli e ricercati libri di arte culinaria scritti nel rispetto della più coerente tradizione modenese, come Il mio da mangiare, A cena con Gigi, Food for Foodies, nei quali descrive oltre 300 ricette, molte delle quali da lui ideate nel solco della tradizione e del patrimonio culinario trasmessogli dalla nonna Emma e dalla madre Gigliola, è stato sopraffatto dal richiamo per lui irresistibile dei fornelli, della cucina, delle ‘sue’ tagliatelle, delle ‘sue’ lasagne con la crosta, dei passatelli in brodo e tanto altro. D’altronde come diceva Heinz Beck: La cucina non è solo mangiare ma è molto, molto di più. La cucina è poesia.

“In cucina ci vogliono poesia, sensibilità, fantasia e amore – ripete ancora oggi Gigi – ed è necessario parlare al cibo e alle pietanze, sfruttare al massimo l’intuito personale e la vocazione culinaria, avere la sensibilità di scolare la pasta al momento giusto senza che nessuno te lo dica, di capire quando la carne è cotta semplicemente guardandone il colore e la lucentezza e, odorandola ma senza assaggiarla, capire se manca di sale, di pepe, di curry o di prezzemolo, a seconda dei piatti.

Le mie 340 ricette, raccolte negli anni, provate e riprovate, assaggiate personalmente e modificate per renderle come le volevo, sono il frutto di una vita vissuta con amore e fantasia. Possono piacere o no, essere considerate vecchie e passate di moda di fronte all’avanzata della nouvelle cuisine, ma sono tutte ricette pensate, preparate e sperimentate col cuore e col massimo impegno. Perché questa è la cucina come la intendo io, una cosa seria e importante, fatta con passione, alla scoperta di nuovi sapori e abbinamenti, pur nel rispetto della nostra antica tradizione culinaria che ci viene invidiata in Italia e all’estero”. La Lambruschina, gestita e diretta dalla sorelle Cristina e Paola Filiberti, con l’ausilio prezioso di mamma Deanna, ripropone la ricercata e sopraffina cucina di Gigi Filiberti, decano degli chef carpigiani. Aperta solo alla sera del fine settimana, venerdì, sabato e domenica (alla domenica anche a mezzogiorno), La Lambruschina è una sorta di cenacolo della buona tavola immerso nel verde della campagna, in una location che ricorda le antiche osterie d’un tempo, quelle che profumavano di buona cucina e buon lambrusco.

Un luogo dove è rimasto intatto il piacere dell’accoglienza, la prelibatezza dei piatti e la gioia di ritrovare i sapori genuini d’un tempo. E tutto a prezzi ‘da osteria’, alla portata di tutti.

Cesare Pradella


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