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Giardini di Mirò in concerto a Carpi
Carpi | 25 Luglio 2019

Prosegue il tour estivo dei Giardini di Mirò, vera e propria leggenda della musica indipendente italiana, per presentare  il loro ultimo disco Different Times. La band sarà in concerto venerdì 26 luglio alle 21.15 al Chiostro di San Rocco di Carpi (ingresso 10 euro).
Different Times, uscito il 30 novembre 2018 per 42 Records, arriva dopo un’attesa lunga per una band dalla discografia sterminata, ma che nonostante gli lp, gli ep, le colonne sonore e le sonorizzazioni di film muti, non presentava un lavoro di inediti dal lontano 2012, con Good Luck.
L'album è un ritorno in grande stile, che mantiene solidi legami con il passato ma proietta i Giardini di Mirò ulteriormente in avanti, verso un futuro luminoso e ancora da scrivere, anche grazie alla rinnovata collaborazione con Giacomo Fiorenza, lo stesso produttore con cui avevano realizzato i primi due album Rise and Fall of Academic Drifting e Punk… Non Diet!, che da subito li avevano consacrati tra gli imprescindibili degli anni Zero.
Due anni di lavoro, la solita attenzione maniacale per i suoni, per ogni minima variazione, per ogni singolo dettaglio, il tutto finalizzato a ricreare quel mood oscillante tra post rock, psichedelia ed elettronica che da sempre rende i dischi dei Giardini di Mirò delle vere e proprie esperienze sonore, dei viaggi musicali che ogni tanto si mantengono su eccentriche forme canzoni, altre volte deragliano verso le direzioni più disparate.
Esattamente come per la title track: nove minuti in cui i Giardini di Mirò hanno voluto mostrare a tutti di essere più in forma che mai, più focalizzati che mai, sempre pronti a ipnotizzare le orecchie e a incendiare i palchi italiani ed europei come fanno da almeno vent’anni. Ma in “Different Times” c’è molto di più, ci sono nove brani incredibilmente densi e 50 minuti di musica, ci sono collaborazioni prestigiose, come quelle con Adele Nigro di Any Other in Don’t Lie, Robin Proper-Sheppard dei Sophia in Hold On, Glen Johnson dei Piano Magic in Failed to Chart e Daniel O’Sullivan nella finale Fieldnotes, c’è una compattezza liquida che in tanti negli anni hanno provato a replicare, ma che praticamente nessuno ha saputo eguagliare. E poi ci sono i cambiamenti di questi vent’anni, e così Different Times vuol essere anche una riflessione sulla durata del tempo. Senza dare particolari giudizi, solo accettandone le regole e le sue conseguenze, con lo sguardo che si muove verso altre parti del mondo, su altre centralità, mentre inevitabilmente cambiano la geografia e l’importanza delle cose.


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