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Affidi, la Val d’Enza resta lontana
Carpi | 18 Luglio 2019

“Non abbiamo mai avuto rapporti con la onlus Hansel e Gretel” puntualizza l’assessore Tamara Calzolari. L’inchiesta Angeli e Demoni su presunti affidamenti illeciti di minori ha travolto l’intero sistema dei servizi e gli assistenti sociali, anche nella nostra città, sentono la pressione della vicenda che riguarda la Val d’Enza, nel reggiano. Secondo quanto scritto nell’ordinanza del tribunale, i responsabili dei servizi avrebbero falsificato le relazioni per riuscire ad allontanare i bambini dalle proprie famiglie per darli in affido nell’ambito di una enorme rete fatta di intrecci e atrocità con riferimenti che rimandano alla più remota vicenda dei cosiddetti Diavoli della Bassa modenese risalente a più di vent’anni fa. A essere messa in discussione è la competenza e professionalità degli operatori la cui attività è delicata anche in assenza di ulteriori complicazioni legate a inchieste giudiziarie.
Chi decide l’affido di un minore?
“Gli assistenti sociali collaborano per tutelare l’interesse del minore ma è per decisione del Tribunale che viene deciso l’ allontanamento” chiarisce l’assessore Calzolari.
Si parte sempre da un provvedimento della Magistratura o su segnalazione di un genitore nei confronti dell’altro o della Procura quando la scuola vede disagi. I servizi non partono mai da soli.
Ci sono casi in cui sono gli insegnanti a scuola ad accorgersi dei lividi, i medici dell’ospedale a rilevare fratture sospette, gli assistenti sociali a notare le incongruenze. Se le punizioni corporali sono la conseguenza di un risultato negativo a scuola, la maestra può decidere di evitare di dare brutti voti, ma non sempre è possibile trovare una soluzione alternativa. Ci sono affidi concordati coi genitori o affidi che possono comportare la decadenza della responsabilità genitoriale di persone che si sono dimostrate inadeguate.
I casi, anche di quelli da spezzare il cuore, non mancano nell’Unione delle Terre d’Argine. “Nell’anno 2018 nel territorio dell’Unione Terre d’Argine è stato fatto un solo allontanamento confermato pienamente dal Tribunale dei Minori” precisa Calzolari. Se si prende in considerazione l’intera attività di questi anni, i casi riguardano per la maggior parte allontanamenti della madre insieme al bambino (32) e in misura minore allontanamenti dei minori dai genitori (18).
Per quanto riguarda le strutture presenti sul territorio dell’Unione Terre d’Argine, l’Agape di Mamma Nina è destinata all’accoglienza di gestanti e madri con bambini mentre la Casa delle Farfalle è la comunità educativa integrata che accoglie solo minori, gestita dalla Cooperativa sociale Nazareno. “Le comunità sono soggette all’autorizzazione al funzionamento e la vigilanza, da parte delle commissioni multiprofessionali, è quella prevista dalla normativa di riferimento” afferma Calzolari.
Tribunale, Ausl e Unione Terre d’Argine sono coinvolti ed eseguono controlli anche sulle famiglie affidatarie che accolgono temporaneamente questi bambini a cui è consentito di vedere i propri genitori, “mentre non ci compete direttamente l’attività di psicoterapia ma le assistenti sociali possono fare sostegno alla genitorialità grazie anche alla disponibilità dell’Asl attraverso la Neuropsichiatria Infantile e il Consultorio”.
Per quel che riguarda i colloqui e gli incontri, “nei casi più delicati, si cerca di affiancare due operatori: assistente sociale e psicologo dell’Ausl.
E’ evidente che se potessimo disporre di più personale e maggiori risorse potremmo fare molto di più ma siamo ben estranei a una logica di profitto in cui prevalgono gli interessi privati rispetto alla tutela dei bambini” conclude l’assessore Calzolari.
Sara Gelli

 


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