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Allietano le calde serate estive e ne cantano la colonna sonora ma i grilli sono in pericolo
Carpi | 06 Luglio 2019

Sono loro ad allietare le calde serate estive e a cantarne la colonna sonora. Non raggiunge nemmeno i cinque centimetri di lunghezza ma il canto del grillo cattura l’attenzione di milioni di persone in tutto il mondo. “Si fa presto a dire Grillo. Questi insetti - sorride il carpigiano Franco Losi, grande appassionato di insetti - fanno parte di un ordine numeroso del quale fanno parte anche le Cavallette e le Locuste. La famiglia dei Grillidi, nella nostra zona, si compone di diverse specie: il Grillo campestre, il grillo dei boschi, l’Acheta domestica e il Grillotalpa, quest’ultimo sempre intento a scavare sottoterra e a vivere proprio come una talpa. Il Grillo campestre è di due colori: nero e con le alette marroni. Testa massiccia e zampe posteriori poderose. Nessun grillo è in grado di volare, quindi nasce e vive nello stesso territorio. Non potendo sfuggire ai predatori con il volo, pratica per difesa il salto, con il quale disorienta i predatori”.

Ma come fa questa minuscola creatura a cantare, e perché?

“I grilli producono il loro canto per il corteggiamento, o per marcare il territorio, sollevando le ali anteriori  e sfregandole.  Essendo dotate di appositi  dentelli emettono il caratteristico frinire. Le femmine percepiscono questo richiamo non attraverso un apparato uditivo come i vertebrati, bensì attraverso delle membrane poste alla base delle zampe. La vibrazione che genera questa frequenza renderà riconoscibile il pretendente più adatto”.

Quali conseguenze hanno comportato per i grilli la progressiva cementificazione del territorio e l’inquinamento?

“Il grillo campestre, purtroppo, nella nostra pianura è scomparso. Da moltissimo tempo non se ne incontra alcuno. Si possono ancora di tanto in tanto vedere i Grilli del bosco (Nemobius sylvetris), tuttavia anch’essi sempre più rari.

Le cause potrebbe essere attribuite per buona parte all’utilizzo eccessivo di fitofarmaci in agricoltura e all’inquinamento in generale. Come è noto, infatti, queste specie depositano le loro uova nel terreno, il che lascia subito capire a cosa vanno incontro… I grilli sopravvissuti alla prepotenza degli uomini, negli ultimi dieci, quindici anni, hanno inoltre un nuovo e insaziabile nemico: gli Aironi Guardabuoi.

Questi Ardeidi bianchi con sfumature marroncine intorno al collo, sono organizzati in folti stormi e seguono con maniacale istinto i trattori che lavorano nei campi quando tagliano l’erba o compiono lavori di aratura. Gli Ortotteri e non solo, quindi anche i Grilli, sono diventati il loro piatto preferito e facile da cacciare”.

Jessica Bianchi

 


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