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Lo spirito di Cortile nella storia della parrocchia
Carpi | 29 Giugno 2019

Comprendere il presente: “voglio raccontare la nostra Parrocchia non solo come attività pastorale di cura, ma anche come storia spirituale e umana di un piccolo popolo, che si riconosce ancora come comunità. E’ anzitutto a questa comunità che è dedicata questa ricerca, condotta, per quanto posso, ‘senza avversione e senza partigianeria’, come si proponeva l’antico storico romano” scrive don Carlo Truzzi, entrato in servizio nel 2016.

E’ fondamentalmente questo l’intento della pubblicazione sulla storia della Parrocchia della frazione di Cortile di Carpi (1.091 abitanti di cui 108 stranieri) a cui si è dedicato don Truzzi che, attraverso i documenti dell’Archivio parrocchiale conservati presso l’Archivio di Curia, ha ricostruito gli anni dal 1860 al 2018 nel testo dal titolo Storia umana e religiosa di Cortile dal 1860 al 2017. La pubblicazione si arricchisce dei contributi di Alfonso Garuti, già direttore dei Musei Civici di Carpi e poi responsabile dell’Ufficio beni culturali della Diocesi e del Museo Diocesano (Dalle tracce archeologiche e storiche alla chiesa monumentale del Sammarini); di Andrea Beltrami, nuovo direttore del Museo Diocesano (Cronotassi dei sacerdoti che hanno retto la chiesa di Cortile); dell’architetto Raffaella Manaresi e dell’ingegner Pierluigi Cesari che hanno seguito i lavori di restauro in seguito al sisma del 2012. Ad Anna Maria Ori, appassionata studiosa di storia locale, è stata affidata la revisione del testo la cui presentazione ufficiale è in programma sabato 29 giugno, alle 18, presso la Chiesa Parrocchiale di Cortile.

“Si direbbe – scrive don Truzzi - che a Cortile, fino alla nascita del movimento socialista, viveva un popolo rassegnato al suo destino di povertà e di emarginazione”. L’unica “fiammata di ribellione” si registra nel 1859 quando circa 500 uomini di Cortile, San Martino Secchia e Sozzigalli, armati di 65 fucili e in più attrezzi agricoli, si radunarono al grido: “Viva Francesco V, abbasso la Guardia Nazionale, non vogliamo fare i soldati”. Il mattino, dopo 120 insorti con il parroco e il cappellano di Cortile furono arrestati.

La celebrazione più memorabile fu la consacrazione nel 1886 della nuova chiesa costruita con il contributo di tutta la popolazione.

E’ nell’ultimo decennio del 1800 che si sviluppano le lotte sociali e le attività socialiste portano con sé una forte carica anticlericale a cui corrispose una sempre più energica predicazione in chiesa.

Nelle note sui defunti c’è una serie di 24 bambini sepolti civilmente per rifiuto del battesimo dal 1909 al 1913. L’ultimo funerale civile di adulti è del 01.09.1924.

Seguirono gli anni della prima guerra mondiale terminata la quale “scoppiò la voglia di festeggiare, si diffusero il ballo e altre attrazioni. Purtroppo l’attenzione pastorale si concentrò su questo punto e sorvolò sui gravi problemi socio-economici” scrive don Carlo.

La ricostruzione del periodo bellico diventa molto dettagliata per la guerra che scoppiò a distanza di vent’anni dall’altra: “tanti parroci – scrive don Carlo - si resero disponibili a nascondere combattenti e armi nelle chiese e fra questi il parroco di Cortile don Antonio Benatti. Ma questo non gli bastò. Il vescovo ritenne opportuno ritirarlo dalla Parrocchia nel marzo 1945. Nell’acceso anticlericalismo del momento ‘qualche espressione non rettamente a lui attribuita, ha consigliato ai Superiori di accoglierlo in Seminario a Carpi, dove trascorse mortificati anni; il suo cuore era a Cortile’, ci dice il suo successore don Benito Poltronieri”.

Facendo riferimento ai vuoti e alle cadute del popolo ebraico, don Truzzi evidenzia per Cortile vuoti e cadute intorno alla fine dell’Ottocento e della seconda guerra mondiale.

Negli anni più recenti, dal dopoguerra a oggi, oltre ai momenti “faticosi” lamentati da don Cavalieri nelle cronache del 1960, don Truzzi cita quelli particolarmente dinamici legati per esempio all’attività di Luciano Merighi in campo sportivo, culturale e religioso e alla Schola cantorum della maestra Anna Palmieri.

La storia più recente di Cortile è segnata pesantemente dal sisma con conseguenze e tensioni anche sulla vita parrocchiale ma don Carlo Truzzi è fiducioso che in un clima di concordia le realtà piccole possano crescere. Di cosa si lamentano i parroci fin dal XX secolo? Dello stato miserevole delle strade. Che sia la nostra l’epoca giusta per mettervi mano?

Sara Gelli

 


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