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A caccia di un sindaco
Carpi | 19 Aprile 2019

Si avvicina il giorno delle prossime elezioni comunali a Carpi, il 26 maggio, quando i cittadini saranno chiamati a scegliere il sindaco che dovrà governare la città e sono quattro le persone che si candidano alla poltrona di primo cittadino: il sindaco uscente Alberto Bellelli (PD), Federica Boccaletti (Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia), Monica Medici (Movimento 5 Stelle) e Michele Pescetelli (Lista Civica Carpi Futura). Sebbene i programmi non siano ancora definitivamente completati, sono stati messi a confronto su alcune tematiche. Rispondere ai bisogni dei cittadini, cittadinanza attiva, sicurezza e tecnologia è la prima.

Alberto Bellelli

E’ sulle frazioni che si concentra l’impegno di sostenere un processo partecipativo come succede già con il progetto FraBene&Beni che rende protagonisti i residenti delle frazioni e coloro che vivono in aree decentrate rispetto alla zona del centro urbano. E’ stato sviluppato anche un Regolamento che disciplina le relazioni con le Comunità di frazione.
Il Controllo di Vicinato è un’altra forma di partecipazione attiva in cui i singoli cittadini collaborano con gli organi istituzionali di Polizia Locale. Non da ultimo, è indispensabile il rapporto sempre più stretto con il mondo dell’associazionismo e del volontariato organizzato: la partecipazione di migliaia di volontari che si interessano dei più diversi ambiti di cui è composta la nostra comunità, è la forma di sussidiarietà più evoluta che le società moderne, possono mettere in campo.
La forma di decentramento che immaginiamo passa attraverso un coinvolgimento del tessuto sociale presente sul territorio: centri polivalenti, associazionismo di diversa estrazione, polisportive e strutture aggregative quali circoli e parrocchie rappresentano la forma di prossimità più rappresentativa dei bisogni delle persone. Sono un punto di riferimento fondamentale per chi deve amministrare una città.  Nessuna demagogia, nessuna strumentalizzazione delle paure che le persone, soprattutto le fasce più deboli, vivono. Servono risposte e investimenti: abbiamo iniziato e vogliamo proseguire con l’estensione del sistema di videosorveglianza in città, nei luoghi più sensibili e nei varchi di accesso, ma l’investimento maggiore deve proseguire sul Progetto Controllo di Vicinato: Carpi è ai vertici a livello nazionale per adesioni. Sono le azioni comuni, di buon vicinato, di conoscenza tra chi vive nella stessa via, nello stesso quartiere, a rendere più sicuri i nostri luoghi. Bisogna continuare a lavorare su azioni di coordinamento interforze, sul rinnovamento del ruolo della Polizia Municipale e su come riqualificare quelle aree che vengono percepite come ‘ghetti’. Continueremo a chiedere al Ministro degli Interni, l’adeguamento del numero di agenti di polizia per il nostro Commissariato. La sicurezza passa soprattutto attraverso un’azione di controllo preventivo del territorio, e questa richiede le risorse necessarie. L’attuale organico, esige dalle donne e dagli uomini del nostro Commissariato uno sforzo organizzativo importante. Noi intendiamo esprimere gratitudine per quanto fanno ogni giorno e vogliamo assicurare a tutte le Forze dell’Ordine presenti in città, che saremo sempre al loro fianco.  Il risultato di bilancio dell’Ente dopo cinque anni di governo, può vantare senz’altro il segno positivo, contando su una capacità di investimenti di circa trenta milioni di euro, l’erogazione di servizi al cittadino utente (scuola, sociale, sport, ambiente...) pari a circa venti milioni di euro.

Michele Pescetelli

I cittadini dovranno “accorgersi” di essere ascoltati: il governo di Carpi Futura sarà una vera e propria chiamata diretta a farsi parte attiva del cambiamento. Ci vuole grande fiducia nel cittadino, nella sua libera iniziativa, bisogna evitare il più possibile che la politica ostacoli questo percorso: su molti temi i cittadini non devono necessariamente essere “obbligati” a modificare i propri comportamenti ma possono essere invogliati a fare scelte libere coerenti con le finalità del bene comune (es. una sicurezza partecipata, raccolta differenziata non punitiva). L’obiettivo è quello di una città più coraggiosa (intesa come coraggio degli amministratori liberi da vincoli di partito e coraggio dei cittadini liberi di esprimersi senza paura di scontentare chi amministra) per far sì che le cose vengano fatte: un’azione amministrativa orientata al risultato e non al compito stabilisce obiettivi ambiziosi, sperimenta le soluzioni, le misura insieme ai cittadini, le mette a sistema e le rendiconta in maniera trasparente. Questo si traduce in chiari obiettivi da dare ai dirigenti e ai professionisti che lavorano nella macchina comunale, valorizzandone l’autonomia nel raggiungimento dei risultati e valutandone i risultati.  Sicurezza, per Carpi Futura, significa ‘deterrenza’: l’obiettivo come previsto dalla normativa regionale è arrivare fino a 107 agenti di Polizia Municipale contro i circa 90 attuali e ricorrere, sempre in base a quanto previsto dalla normativa regionale, alla vigilanza privata se necessario; istituire il vigile di frazione; attivare il fotosegnalamento; promuovere corsi di autodifesa.
In una Città Intelligente la tecnologia è al servizio dei cittadini: la Smart City è un metodo di governare la città più che un risultato preciso: il punto di partenza sono governanti intelligenti che, riconoscendo le necessità del proprio territorio, hanno una visione di come svilupparlo e cittadini intelligenti, messi in grado di fornire il loro contributo con idee o piccoli gesti quotidiani. I punti di arrivo sono invece sviluppo economico, efficienza energetica, mobilità, gestione dei rifiuti, governance condivisa, eccetera. Una Smart City e, quindi, una città che tramite sensori di riempimento nei cassonetti ottimizza il processo di raccolta dei rifiuti, oppure che è capace di raccogliere i dati del traffico per pianificare lo sviluppo urbanistico e fornire un sistema di parcheggio intelligente in tempo reale, o che gestisce l’illuminazione pubblica attraverso un sistema di sensori, ottimizzandola. Le politiche di Bilancio devono essere coraggiose e coerenti con gli obiettivi del rilancio economico della città. Il bilancio partecipato sarà uno strumento innovativo: è ipotizzabile una cifra intorno ai 400mila euro all’anno da destinare a progetti proposti direttamente dai cittadini singoli o in forma associata, per opere di carattere sociale, culturale, aggregativo ed ecologico.

Federica Boccaletti

Il cittadino deve tornare a essere protagonista della vita amministrativa, pertanto sia gli amministratori sia i dirigenti comunali devono coinvolgere sempre di più la comunità nelle scelte che la riguardano, operando con la massima trasparenza. E’ necessario anche il coinvolgimento degli abitanti delle frazioni, che non devono assolutamente essere considerati cittadini di serie B: a questo scopo può essere utile l’istituzione di un rappresentante delle frazioni per permettere una collaborazione più immediata e proficua.
Istituire una figura incaricata di cercare e reperire fondi regionali, statali ed europei, che spesso non vengono sfruttati, è indispensabile per mettere risorse a disposizione di cittadini e imprenditori.   Sul fronte della cittadinanza attiva l’istituzione della figura dell’osservatore civico volontario contribuirebbe a presidiare e controllare il territorio: si tratta di cittadini, pensionati, disoccupati, volontari che si riuniscono in associazione, riconosciuta dall’Amministrazione, previa adeguata formazione (ad esempio attraverso corsi) e invieranno, se necessario, segnalazioni alla Polizia Locale. Promuovere e pianificare l’impiego di volontari (ad esempio pensionati e/o disoccupati) per aiutare, all’esterno delle scuole, i bambini ad attraversare la strada in sicurezza.
I cittadini devono sentirsi sicuri nella città in cui vivono e solo una città sicura è capace di attrarre turisti: occorre modificare la gestione e le funzioni della Polizia Locale attraverso un aumento di organico, la razionalizzazione del secondo dirigente e un maggior impiego sul territorio degli agenti attualmente destinati a mansioni d’ufficio. Gli agenti dovrebbero essere dotati di taser, oltre che di fonometri per contrastare gli schiamazzi in orari notturni e dovrebbe essere realizzato il gabinetto di fotosegnalamento, per identificare le persone sottoposte a rilievi dattiloscopici e fotografici. L’impiego degli agenti di Polizia Locale a bordo degli autobus potrebbe fungere da deterrente per le aggressioni ai cittadini, agli autisti e ai controllori, oltre a evitare danni vandalici ai mezzi.
Un maggior controllo e miglioramento dell’illuminazione dei parchi, delle frazioni e delle aree o quartieri ad alta criticità contribuirebbe ad aumentare il senso di sicurezza e sarebbe opportuno vietare il consumo di alcol nei parchi cittadini, a eccezione di quelli consumati presso gli esercizi di somministrazione.  Carpi Città Smart si traduce nella creazione di una App del Comune di Carpi: un’applicazione gratuita disponibile su smartphone e tablet per fornire al cittadino una serie di servizi di pubblica utilità e possibilità di interagire direttamente con l’Amministrazione Comunale. L’App dovrebbe essere in grado di ricevere notifiche push in caso di comunicazioni urgenti da parte dell’Amministrazione al cittadino (ad esempio allerte meteo o la chiusura improvvisa di una strada a causa di un incidente).


Monica Medici

Siamo convinti che il coinvolgimento diretto dei cittadini nel governo della città generi più consapevolezza, più rispetto per le istituzioni, più dialogo, più senso di appartenenza alla comunità quindi maggiore soddisfazione. Associazioni e comitati rappresentano una risorsa per il territorio, una ricchezza per la società, ma devono essere messi nella condizione di contribuire attivamente nella gestione della cosa pubblica ovviamente prima che siano adottate le decisioni.
Vogliamo che il sito del Comune diventi di facile accesso e consultazione per tutti mediante tutorial che indichino percorsi; che sia attiva sul sito una pagina dedicata alla consultazione popolare mediante identificazione digitale dove il cittadino che abbia dimostrato di conoscere la tematica possa esprimere il suo parere su questioni importanti per la città; è necessario superare il meccanismo perverso delle Terre d’Argine, in cui un organo non eletto e non democratico decide gli atti fondamentali della vita di una comunità. L’Unione dev’essere un modo efficiente di organizzare i servizi in collaborazione tra i quattro comuni e non permettere un accentramento di poteri. Per quel che riguarda la macchina comunale gli strumenti che vogliamo utilizzare sono: lo sportello pratiche facili, il Consiglio dei Giovani composto da ragazzi dai 16 ai 26 anni, una società patrimoniale di intera proprietà comunale a cui conferire in house i principali servizi di manutenzione strade, verde, mense scolastiche permettendo di superare l’obbligo della gara d’appalto, il Centro di mediazione comunale gratuito per tutte le controversie condominiali e tra vicini. La sicurezza è un bisogno fondamentale per l’uomo e può essere garantita solo attraverso il controllo, la cura della città e l’educazione. Fra le azioni che proponiamo: revisione completa dell’organizzazione della Polizia locale, promozione della collaborazione tra tutte le forze di polizia, completamento dell’installazione di videocamere nei luoghi sensibili e dei nuovi sistemi di videosorveglianza ai varchi della città; riappropriarsi della città vivendola insieme di giorno e di sera anche con passeggiate della salute; promozione di gruppi di acquisto solidali per dotare il maggior numero possibile di abitazioni di impianti di videosorveglianza; consentire che nelle zone industriali e artigianali vengano predisposte barriere o cancellate che le rendano inaccessibili a chi non è autorizzato nelle ore notturne; implementazione dell’illuminazione nei parchi e allestimento di un’adeguata segnaletica che illustri le attività consentite e vietate al loro interno; individuazione da parte delle Forze dell’Ordine delle bande di ragazzi che attuano comportamenti violenti e/o vandalici con segnalazione ai Servizi Sociali per la predisposizione di percorsi individuali di lavori socialmente utili; provvedere di concerto coi proprietari al miglioramento dei luoghi degradati e abbandonati, ripensando nuovi utilizzi.


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