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Il Liceo Fanti seduce i campioni dello sport
Carpi | 04 Aprile 2019

“Una mattinata emozionante e diversa dal solito”. In questo modo è stato definito dai partecipanti l’incontro avvenuto lo scorso 1° aprile, presso il Cinema Corso, che ha messo a contatto una rappresentanza nutrita (divisa per ragioni di spazio in due gruppi) di studenti del Liceo Fanti con le toccanti e vincenti storie di campioni dello sport di ieri e di oggi.  A raccontare la propria storia la campionessa di Jujitsu e oro mondiale 2018 Linda Ragazzi, l’arciere italiano bronzo alle Olimpiadi di Atlanta ‘96 Andrea Parenti, il capitano della Nazionale amputati di calcio Francesco Messori e una delegazione della Pompea Basket Mantova (Serie A2) formata dal team manager Danilo Nespoli e dagli atleti Lorenzo Maspero, Rain Veideman e Anthony Morse. Non solo toccanti momenti di vita e di interazione ma anche tante risate, grazie alla brillante scelta degli organizzatori di creare una piattaforma online per dare a tutti i ragazzi in platea la possibilità, in forma anonima, di scrivere un messaggio o una domanda proiettandoli in tempo reale sullo schermo del cinema. Divertiti dai bizzarri quesiti, gli ospiti hanno avuto modo di raccontare anche i retroscena più giocosi delle loro discipline. Una emozionata Linda Ragazzi ha raccontato tutti i sacrifici sostenuti per arrivare ai vertici mondiali di una disciplina marziale come il Jujitsu. La nativa di Finale Emilia, accompagnata dal fidanzato, ha raccontato, stuzzicata dalle domande dei ragazzi, tutti i passaggi della sua luminosa carriera culminata con la recente  nomina a selezionatrice della Nazionale italiana. Ha poi catalizzato molta curiosità la storia di Andrea Parenti. Classe ‘65 il nativo di Casalecchio di Reno, da anni trapiantato a Carpi, vanta un incredibile palmares nell’affascinante disciplina del tiro con l’arco. Ha partecipato a ben tre Olimpiadi (Seul ‘88, Barcellona ‘92 e Atlanta ‘96) l’ultima delle quali condita da una storica medaglia di bronzo vinta con la selezione azzurra. Pluri medagliato ai Mondiali di specialità e sei volte campione italiano, il pallavolista mancato, che ora si dedica all’insegnamento della disciplina, nella vita di tutti i giorni vende capsule di caffè. Simpatico siparietto finale con Francesco, studente del quarto anno, offertosi di comprare il prezioso arco con il quale l’arciere colse il gradino più basso del podio negli States 23 anni fa.  Commozione e applausi scroscianti hanno caratterizzato il racconto della parabola di Francesco Messori. Bolognese di nascita ma sin dalla tenera età residente a Correggio, Francesco, soprannominato Messi è nato con una particolare malformazione che lo ha privato di una gamba e di un rene. Eredita la passione per il calcio dalla mamma, calciatrice di professione. Nulla, nemmeno la grave limitazione fisica, argina la voglia del 21enne di raggiungere il sogno di poter calcare i rettangoli verdi. Dopo aver coronato il sogno di conoscere il suo idolo, il cinque volte pallone d’oro Lionel Messi, Francesco incontra ad Assisi, nel 2011, il presidente del Centro Sportivo Italiano Massimo Achini, con il quale pone le basi per fondare una Nazionale di calcio per amputati. Il metodo di selezione dei candidati? Un gruppo creato su Facebook. Ora, dopo essere divenuto il simbolo di un movimento intero, Messi ha un altro sogno da realizzare: far riconoscere il calcio per amputati come disciplina ufficiale dei prossimi Giochi Paralimpici.  Infine gli Stings. La compagine cestistica mantovana, militante nel campionato di Serie A2 e in corsa per i Play Off promozione, ha accolto con grande entusiasmo l’invito dei rappresentati del Liceo di Carpi. Presenti infatti tre dei giocatori più rappresentativi. La guardia Rain Veideman, classe ‘91, stella della Nazionale estone che, nonostante un carattere timido e per nulla loquace, ha trovato le giuste parole per emozionare la platea raccontando di una particolare malformazione che lo ha colpito a 11 anni e ha impedito a uno dei due arti di formarsi integralmente, obbligandolo a utilizzare un plantare medico nella scarpa sinistra. Il giovane e colto playmaker marchigiano Lorenzo Maspero che, lasciata l’amata Porto San Giorgio per coltivare il sogno della Serie A, passa i momenti lontani dal campo prendendo il sole a torso nudo nei parchi di Mantova divorando ingenti quantità di libri.  E, infine, la montagna: il pivot Anthony Morse, spinto allo sport agonistico dal padre privo di entrambe le gambe e distintosi in questa stagione, la prima in Italia, come il migliore del suo ruolo dell’intera Lega, scatenando gli appetiti di vari club di Serie A1, alcuni dei quali già rifiutati per rispettare la parola data a Mantova. Una moglie italiana, un sorriso contagioso e un corpo contraddistinto dall’ingente presenza di tatuaggi, la sua vera passione, in gran parte a sfondo religioso.
Al termine della mattina, spazio per le foto, gli autografi e la promessa di ritrovarsi presto. Lo sport come metafora di vita e strumento per raggiungere obiettivi.
Enrico Bonzanini

 


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