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Gran finale per Rocambolika
Carpi | 02 Aprile 2019

Finale con il botto a Rocambolika. Il racconto di Pinocchio, riletto in chiave contemporanea, chiude l’edizione 2019 della rassegna d’intrattenimento ideata dalla Fondazione CR Carpi e offerta alle famiglie del territorio. La pluripremiata Compagnia Fondazione TGR Torino, dopo i successi nazionali e le collaborazioni internazionali, a grande richiesta, torna a Carpi per portare in scena, domenica 7 aprile, alle 18, in Auditorium San Rocco, una particolare realizzazione teatrale del celebre racconto di Carlo Collodi con protagonista, questa volta, un burattino tecnologico, ma sempre simpatico, combina guai e con l’incontenibile aspirazione a diventare un bambino vero. Gli attori, attraverso un gioco di continua trasformazione dei personaggi, ne propongono una versione particolarmente dinamica e spassosa, benché non priva di spunti di riflessione. La messa in scena è concepita per far luce sugli eterni contrasti tra razionalità e istinto, bisogno e benessere, generosità e interesse personale, oltre a evidenziare la complessità tipica del mondo infantile e il tema della diversità, con il protagonista spinto in modo irrefrenabile dalla propria aspirazione al cambiamento, per poter diventare qualcosa di diverso da sé, mutare la propria essenza, in pratica, crescere. Il viaggio e l’avventura del burattino sono infatti metafore del diventare grandi. Attraverso un’evoluzione tragicomica e scanzonata, dopo una serie di capitolazioni, ripensamenti, decisioni sbagliate e buoni consigli ignorati, Pinocchio finalmente, grazie a una maggiore consapevolezza di sé, riesce a fare il balzo finale per raggiungere la propria nuova identità. Ma grande attenzione è posta dalla rappresentazione - e non poteva essere altrimenti - anche al tema della bugia. Proferite o subite da Pinocchio, le bugie attraversano l’intero testo narrativo.  Sono molti i personaggi della storia di Collodi a mentire e ad alterare la verità, ma per fini del tutto diversi. Dalle frottole dettate dalla iniziale fragilità d’animo del burattino, alle viscide manipolazioni del gatto e la volpe, Lucignolo e Mangiafuoco. E se per quest’ultime, ispirate dalla meschinità, non ci sarà redenzione, per quelle del burattino, frutto di un’indole ancora in divenire, il lieto fine sarà possibile grazie all’aiuto di figure sagge e amorevoli. Maestri del gioco scenico teatrale, gli attori Claudio Dughera, Daniel Lascar e Claudia Martore, nel raccontare tutto ciò, propongono un allestimento ispirato ai disegni di Emanuele Luzzati, pensato come una scatola magica da cui far uscire personaggi, oggetti, stoffe e musiche che rappresentano il mondo del protagonista. Una realtà contaminata da ruote di biciclette, carriole, intelaiature di ombrelli, tubi. Oggetti riciclati che trovano nuova vita creando i luoghi della storia. Una nuova vita come quella a cui giunge Pinocchio. Nulla è lasciato al caso, ogni tassello è carico di significato, così come ogni oggetto, gesto, colore della rappresentazione ha la precisa funzione di destare stupore, divertire e catturare il giovane e meno giovane pubblico nella storia del burattino più famoso del modo, per far scoprire, o ritrovare, il Pinocchio in ognuno di noi.
Lo spettacolo, adatto a un pubblico di almeno 6 anni di età, è gratuito, offerto dalla Fondazione CR Carpi.

 


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