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Il Governo non può condannare lo spettacolo viaggiante all’estinzione
Carpi | 28 Febbraio 2019

“Un colpo di spugna destinato ad affossare un intero settore, condannandolo all’estinzione”. Nessun giro di parole, da parte degli operatori dello spettacolo viaggiante per definire, ciò che il Governo ha deciso di fare lo scorso dicembre, cancellando in modo definitivo la Legge 337 del 1968 che regolamenta il settore. “La sola e unica attualmente in vigore – precisa il carpigiano Eros Degli Innocenti, presidente del Parco Ferrari in Giostra nonché consigliere di ANSVA Confesercenti Modena, sigla che riunisce le imprese di questo ambito - che riconosce l’esercizio dello spettacolo viaggiante e tutela lo sviluppo del settore. Pensare alla sua definitiva abrogazione, significa decretare la fine per migliaia di famiglie che svolgono questa professione da generazioni. Perché indotte a lasciare definitivamente le licenze a causa di un incremento spropositato delle spese da affrontare per continuare a svolgere questa attività”. Ombre decisamente scure si profilano per la categoria che rischia di coincidere, dato il termine ultimo il 30 aprile prossimo, con i giorni del Luna Park di Modena e poco dopo di Carpi.
La legge 337 del 1968 beneficia il settore dello spettacolo viaggiante di varie agevolazioni tra cui: sconti su occupazione di suolo pubblico, tari, polizze assicurative e tasse automobilistiche di tutti i mezzi impiegati nell’esercizio dell’attività, classificati a uso speciale e non. Senza contare il contributo statale rinnovato annualmente e quantificato dal Ministero a disposizione degli operatori che si impegnano a investire acquistando nuove attrazioni e nuove attrezzature per rendere sempre più spettacolari e in sicurezza i Luna Park itineranti e i Parchi Giochi permanenti al servizio dei cittadini. ANSVA-Confesercenti si è attivata per trovare una mediazione coi parlamentari e il Ministro dei Beni Culturali.  
“Del settore - si legge poi nella lettera che Ginetto Pugliè e Adriano Ciolli, rispettivamente presidente e coordinatore nazionale dell’Ansva - Associazione nazionale spettacoli viaggianti e affini, hanno scritto al ministro grillino per i Beni e le Attività Culturali, Alberto Bonisoli -  fanno parte circa 5mila imprese che attingono alla millenaria tradizione popolare: i cosiddetti Carri dei Tespi, veri e proprio teatri mobili di cui si servivano i comici del teatro nomade italiano per portare la Commedia dell’Arte in giro per il Paese, le compagnie dei guitti girovaghi che recitavano ogni sera un copione diverso e ravvivavano le feste cittadine. L’attività delle imprese eredi di tale tradizione si svolge oggi nei Luna park, attraverso manifestazioni che si configurano come eventi di spettacolo fruito attivamente dal pubblico, la cui evoluzione sono i grandi parchi di divertimento, anch’essi inquadrati giuridicamente nell’ambito dello spettacolo viaggiante. Questi ultimi sono frequentati da milioni di persone ogni anno, ospitano spettacoli e numeri di arte circense e offrono lavoro a centinaia di artisti professionisti”.
“Purtroppo – evidenzia Degli Innocenti - il tempo a disposizione è poco e una soluzione va trovata entro e non oltre il 30 aprile, termine ultimo prima dell’entrata in vigore della decisione del Governo. Ciò che sta accadendo va fermato, perché significherebbe la fine di un settore. Un passo indietro non è solo indispensabile, ma doveroso. La nostra è un’attività che la Repubblica promuove e sostiene per la sua funzione sociale, questa soppressione, onestamente non solo ci stupisce, ma ci amareggia profondamente”, conclude Eros Degli Innocenti.
“La fuoriuscita dal Ministero dei Beni Culturali - aggiunge Alice Degli Innocenti - comporta non solo il disconoscimento della funzione sociale dello spettacolo viaggiante ma, cosa ancor più grave, della nostra cultura. Tradizioni che portiamo avanti da generazioni”.
Jessica Bianchi

 

 


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