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Arrivederci don Nino, sacerdote scout
Carpi | 01 Febbraio 2019

C’è una lunga, lunga traccia verso la terra del sogno, dove canta l’usignolo nel chiaror lunar

C’è una lunga, lunga attesa finché ogni sogno si avveri, ed io possa alfin tornare sulla lunga traccia con Te!

Sulle note di una canzone della tradizione scout entrano in Duomo tutti i suoi ragazzi. C’è poca luce e non si riesce a vedere, ma ci sono tutti, di qualsiasi generazione. Ancora una volta per stare insieme e condividere le cose importanti, l’essenziale. Così l’avrebbe voluta anche lui la sua veglia: il silenzio, l’altare scout, la simbologia della luce, i suoi canti preferiti, il falò, l’attenzione al messaggio che si cela dietro ai segni, ai gesti, alle “piccole cose”, alle parole (“le nostre passano presto, solo quelle di Gesù non passano mai”).

La longevità di don Nino aveva indotto a pensare che ci sarebbe stato sempre anche perché ha fatto di tutto per esserci sempre. E quando non è più riuscito ad essere presente fisicamente agli eventi della sua amata comunità scout, allora si è servito di Facebook con una dimestichezza disarmante: qui ha postato riflessioni e pensieri che rappresentano un ulteriore patrimonio per chi vorrà avvicinarsi alla sua figura.

Chi lo ha conosciuto ne conserva la traccia, anche dopo che sono trascorsi anni.

“Pensando a Don Nino – scrive Andrea - mi viene in mente quella canzone che cantavamo nel branco #partivo ragazzo e tornavo guerriero#, non ricordo bene tutte le parole ma questo verso mi ha sempre colpito. Quanti di noi, grazie a Don Nino sono partiti ragazzi e tornati guerrieri”. E ancora Marcello: “Prego affinché lo Spirito susciti vocazioni come la tua, prete lontano dalla carriera, sulla strada, che parla alle persone guardandole negli occhi, che spieghi a ognuno che fidarsi di Dio è vita piena, come è stata la tua. Grazie, ragazzo di 97 anni, grazie, Don Nino. Arrivederci”.

Ancora una volta è genuino e diretto nella Lettera agli scout del Carpi 1 quando non nasconde le proprie debolezze ed esorta chi continua l’avventura della vita a farlo con pienezza. Lo scoutismo non è indispensabile, ammette don Nino, ma bisogna prenderlo seriamente. “Dopo un’attenta e sperimentata esperienza educativa mi sembra di avere fatto una convincente scoperta: lo scoutismo è davvero un grande dono che Dio ha fatto per mezzo di una persona credente e illuminata alla sua Chiesa e a tutti i giovani in cerca di ideali così forti e capaci di dare un valore alla propria vita. Ho sognato che questo dono di Dio fosse conosciuto, compreso, accolto, amato, perseguito. Per sua grazia ho potuto toccare con mano la bellezza di questo ideale nella vita realizzata da uomini e donne affascinati nella loro adolescenza da questa giocosa e costruttiva esperienza di vita” (21 settembre 2018).

Don Nino Levratti, nato a Gavello il 14 settembre 1921, è deceduto il 29 gennaio a 97 anni. Dopo la veglia di giovedì 31 gennaio, i funerali sono stati celebrati alla presenza del Vescovo mons. Cavina venerdì 1 febbraio alle 10 in Cattedrale.

 


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