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Nefrologia risorge: è di nuovo Area Complessa
Carpi | 13 Dicembre 2018

C’è un ulteriore passo importante che qualifica l’Ospedale di Carpi e ne rafforza il ruolo all’interno della rete provinciale. La storia della Nefrologia del Ramazzini è stata particolarmente travagliata ma oggi l’Unità operativa è di nuovo Area Complessa: era il mese di febbraio 2014 quando fu inaugurato il reparto completamente rinnovato grazie al finanziamento di 1.420.000 euro di Ausl di Modena, Stato e Regione. Poi la riorganizzazione all’interno della rete ospedaliera e il pensionamento del primario del reparto Alberto Baraldi hanno implicato una trasformazione dell’Unità Operativa, uno dei fiori all’occhiello del Ramazzini. La conferma della ‘promozione’ ad Area Complessa è arrivata in tempo reale in Consiglio Comunale dal sindaco Bellelli e dall’assessore Depietri ed è anche stata espressa la volontà di procedere quanto prima, Regione permettendo, alla nomina del nuovo primario.

Oggi il direttore pro tempore dell’Area Complessa è Decenzio Bonucchi, già responsabile della Struttura Semplice, quarant’anni di esperienza alle spalle, è anche vicedirettore del Dipartimento Interaziendale ad Attività Integrata di Malattie nefrologiche, cardiologiche e vascolari, di cui è direttore il dottor Giuseppe Boriani. In continuità con quanto definito nel 2014 oggi si dà dunque vita al progetto che vede l’Unità di Carpi capofila non più solo dell’Area Nord ma dell’intera provincia (a esclusione di Modena città) un territorio che ricomprende otto centri di dialisi e 520mila abitanti.  Oltre all’attività dialitica, competono all’Area Complessa le cure primarie nefrologiche cioè le attività di diagnostica preventiva che favoriscono un rallentamento della malattia renale sulla base di quelle modalità di trattamento più adatte alle esigenze del paziente. Oltre alla dialisi extracorporea, vengono proposte la dialisi domiciliare (dialisi peritoneale), il trapianto renale e la terapia conservativa avanzata.

Carpi, tra l’altro, è tra i pochi centri dell’Emilia Romagna in cui ci sono medici competenti in chirurgia degli accessi vascolari (fistole artero-venose) preliminari al trattamento dialitico: in regione sono una decina in tutto, a Carpi ce ne sono tre. E’ evidente che i sindaci hanno riconosciuto l’importanza dell’attività della Nefrologia e l’Ausl ha sostenuto l’innovazione delle proposte confermando il valore fondamentale dell’organizzazione in rete e ottenendo contestualmente una riduzione dei costi: oggi si muovono i medici non più i pazienti e si affronta il percorso della malattia renale spostando il peso dal trattamento alla prevenzione. Resta critica la situazione logistica perché negli spazi occupati dalla Nefrologia oggi è in corso la ristrutturazione per fare posto al Centro di Salute Mentale: i letti dei pazienti sono collocati nel Reparto di Ortopedia e anche gli spazi per la dialisi sono piuttosto stretti. Un sacrificio che vale la pena sopportare nella speranza che venga riconosciuta in futuro la necessità di provvedere a spazi dignitosi per i pazienti e per chi vi lavora ogni giorno.

Sara Gelli

 

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