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Sinti, il Comune crea due microare
Carpi | 12 Dicembre 2018

La Regione ha stanziato 1 milione di euro per i Comuni quale incentivo per superare i campi nomadi e passare a micro-aree a carattere familiare. Addio quindi alle grandi aree di sosta, dove degrado, insicurezza, tensione sociale e condizioni igienico-sanitarie non accettabili sono di casa. In città l’ente pubblico ha sgomberato il campo di via Nuova Ponente nell’aprile del 2014 e, da allora, sono una quarantina i Sinti che vivono a ridosso della zona fieristica di Carpi mentre trenta, tutti componenti della famiglia Bernardoni, hanno optato per il cortile della ex scuola di Cortile. Lo spirito della legge regionale è chiaro: superare i campi e riuscire a collocare il maggior numero di rom e sinti tra quattro mura. Ma la Regione ha fatto i conti senza l’oste, perlomeno a Carpi, dove i sinti non hanno alcuna intenzione di vivere tra pareti fatte di mattoni. “Alcuni di loro avrebbero diritto a un alloggio popolare ma non ne vogliono sapere”, spiega l’assessore alle Politiche Sociali Daniela Depietri. Il Comune di Carpi, in attuazione della legge regionale sull’inclusione sociale di rom e sinti, ha partecipato al bando emesso dalla Giunta Bonaccini con un progetto di adeguamento di una porzione dell’area fieristica: “i lavori in corso - sottolineano l’assessore Depietri e Norberto Carboni, dirigente del Settore Lavori Pubblici -  sono volti alla creazione di due microaree distinte, separate da un’area verde e una recinzione in osservanza di un diktat della Regione. Ogni area sarà dotata ciascuna di sette posti per la collocazione di roulotte e automobili e di tre blocchi dedicati ai servizi igienici”. Tramontata invece l’ipotesi di far transitare i veicoli dal multisala Space City: “la Regione non avrebbe coperto le spese e noi - proseguono Depietri e Carboni - non abbiamo intenzione di sobbarcarci di ulteriori oneri”. Il progetto infatti, la cui spesa ammonta a 103mila euro, è finanziato dalla Regione.
“I lavori - spiega Carboni - stanno ormai volgendo al termine, all’appello mancano solo gli allacciamenti delle utenze”.
Jessica Bianchi


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