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Noi siamo il governo del cambiamento
Carpi | 06 Dicembre 2018

“La nostra è una città stanca, che rimpiange i tempi passati e non sa cosa diventerà. Il rischio da evitare è quello che Carpi si trasformi in un dormitorio, in un satellite di Modena”. A parlare è la candidata sindaco del Movimento 5 Stelle, Monica Medici, che più volte ha ribadito come il motto Prima di votare, pensa, costituirà il leit motiv del suo gruppo di lavoro nella stesura del programma elettorale. “Mettere al centro il sapere e la conoscenza è essenziale, in caso contrario le nostre parole sarebbero soltanto meri slogan. E’ fondamentale un cambio di passo: basta pensare che le cose siano immutabili. Che siano tutti uguali e che chi conquista il potere sia interessato soltanto a tenerselo stretto. Le cose possano cambiare”. Una certezza che la Medici nutre dopo aver, per anni, insieme agli altri militanti, masticato la cosa pubblica: “conosciamo la macchina e sappiamo quali sono i meccanici migliori. Ogni obiettivo può essere raggiunto solo imparando a fare i conti con i meccanismi che regolano il Comune e le Terre d’Argine, coi loro 700 dipendenti. Un intreccio di norme e persone da cui non si può in alcun modo prescindere”. Ed è proprio da quel capitale umano che il Movimento vuole partire: “oggi si assiste alla corsa per richiedere la mobilità e andarsene via dal Comune di Carpi. E’ quantomai necessario motivare, formare i dipendenti, mettendoli così nelle condizioni di poter lavorare al meglio. Al contempo vorremmo istituire un ufficio del cittadino che funga da tramite tra Amministrazione e comunità, un luogo nel quale recarsi per avere non solo risposte bensì per ricevere gli strumenti necessari per risolvere le proprie problematiche. Vorremmo insomma far sentire ogni cittadino come uno di famiglia, da aiutare e sostenere”. Per Monica Medici, questo è il momento della co-partecipazione, “abbiamo di fronte quattro mesi di lavoro, partendo dall’ascolto. Non abbiamo la supponenza di sapere già tutto, ciascun carpigiano può darci una mano”. Tra i temi lanciati dalla candidata vi sono quelli cari al Movimento e non solo, dal trasporto pubblico alla sicurezza, alla gestione dei più fragili. “Questo è un periodo spaventoso dal punto di vista della sicurezza. La Polizia Municipale mette di pattuglia solo 18 persone: e gli altri? Questo è un organo da rivedere e ripensare in toto. La PM è la prima arma in mano ai sindaci. Qui si è puntato molto sul Controllo di Vicinato, ottimo strumento per favorire la coesione sociale ma che sul fronte sicurezza fa quel che può. Delinquere fa parte dell’animo umano, i furti sono sempre esistiti, il nostro obiettivo dev’essere quello di rendere la vita dei criminali sempre più difficile anche, per esempio, attraverso l’istituzione degli street control”. A ricorrere è poi la parola onestà: “essere onesti non significa non commettere errori, bensì vedere lo sbaglio e correggerlo. E, ancora, non mettere il proprio interesse al primo posto ma quello della collettività. Per tale motivo la nostra lista sarà composta di persone che non cercano un tornaconto, che non considerano la politica uno strumento per tutelare i propri interessi personali. Non desidero diventare sindaco perché ho bisogno di un lavoro, io una professione ce l’ho già. Non ho dei doveri solo verso i figli che ho generato bensì per una generazione di ragazzi, quelli tra i 25 e i 30 anni, che non vedono altra possibilità di vita se non quella di andare all’estero. Noi parliamo tanto di immigrazione ma dovremmo iniziare a preoccuparci del fenomeno contrario”. Ed è anche a loro che la Medici rivolge un appello: “io ora la palla la lancio a tutti voi. Il bando per candidarsi ed entrare nella nostra lista è aperto (basta scrivere a carpi5stelle@gmail.com). Chiunque abbia delle competenze e delle idee è il benvenuto. Conoscenza della città e generosità sono i requisiti fondamentali, perché ricordate, in politica sono più le cose che perdi che quelle guadagnate. Entrare nel Movimento è un atto del tutto gratuito”. E dopo aver lanciato una stoccata alle Terre d’Argine, “organo per nulla rappresentativo e del tutto dittatoriale, nel quale il comune più grande detta il buono e il cattivo tempo”, la Medici ha annunciato che, “una volta al Governo di questa città, dovremo rinunciare a molti soldi a partire dagli oneri di urbanizzazione. Perchè quelli entrati nelle casse comunali in questi anni sono macchiati di un brutto verde, un verde che non tornerà più”. Anche su Aimag, la candidata penstastellata non ha dubbi: “il gas è un binario ormai morto, mentre energie alternative e rifiuti rappresentano il futuro. Potremmo pensare a istituire filiere complete di riciclo, ad esempio, magari rinunciando a qualche dividendo”. Sul capitolo alleanze con la Lega, Monica Medici è lapidaria: “le alleanze pre elettorali non hanno senso. Non sono nel nostro Dna. Io mi presento con la lista del Movimento ma di certo non siamo gelosi del nostro lavoro. Se andremo al ballottaggio e ci fosse una lista che ci sostiene, ben venga. In due, dividersi il lavoro e portare insieme il peso del cambiamento, è più facile, come sta dimostrando il Governo”.
Jessica Bianchi

 


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