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Dissesto idrogeologico: undici milioni di lavori sul Secchia
Carpi | 03 Dicembre 2018

Frane, esondazioni e alluvioni: il dissesto idrogeologico mette a rischio il Bel Paese che si ritrova a contare le vittime. Le ultime sono quelle della tragedia di Casteldaccia, vicino a Palermo, dove nove persone sono morte travolte da un torrente in piena, due i bambini di uno e tre anni.
Torna inevitabilmente alla mente l’esondazione del Secchia nel 2014 ma la notizia positiva è che quell’evento ha insegnato qualcosa, almeno nel nostro territorio. Lo confermano i lavori in partenza a fine novembre per la messa in sicurezza di 35 chilometri di argini. Aipo ha assegnato i lavori all’associazione temporanea d’impresa formata dalla Cooperativa Batea di Concordia, Comisa e Fea di Modena e Zaccaria di Montese. L’appalto vale undici milioni di euro e da segnalare che il raggruppamento di imprese non se l’è aggiudicato grazie al maggior ribasso sulla base d’asta, bensì in virtù delle migliorie tecniche suggerite: sarà migliorata, per esempio, la viabilità arginale con la formazione di nuove piste in sommità.
Qual è il vostro lavoro?
“Il cantiere per la messa in sicurezza prevede di ricaricare gli argini e alzare la sommità, in particolare nei tratti tra Bastiglia e Soliera e tra San Possidonio e Concordia. Inoltre ci saranno interventi di consolidamento con diaframmi strutturali, scogliere in pietrame e opere di impermeabilizzazione arginale nei punti in cui in passato, nei momenti di piena, si sono verificati fenomeni di infiltrazione verso l’esterno” spiega Leonardo Luppi, presidente della Cooperativa Batea di Concordia.
Nel 2014 finirono sotto accusa le tane delle nutrie…
“Nelle arginature interessate da rialzi e ringrossi saranno posizionate reti anti animali per evitare che volpi, nutrie e tassi costruiscano tane passanti, causa della rottura dell’argine nell’esondazione del Secchia del 2014”.
Quanto dureranno i lavori?
“I lavori cominceranno tra poco perché Aipo ci ha comunicato che la consegna verrà fatta nel mese di novembre e il tempo contrattuale previsto per eseguire i lavori è di due anni, 700 giorni circa.  Le difficoltà sono legate alle condizioni meteorologiche perché quando il Secchia è in piena i lavori diventano molto difficoltosi e sono previsti settecento giorni proprio perché sono inevitabili delle pause”.
Sara Gelli

 


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