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Un nuovo ospedale per Carpi, quanto c'è di vero?
Carpi | 29 Novembre 2018

L’ultima vera occasione per costruire il nuovo ospedale a Carpi si è presentata sei anni fa. Il terremoto del 2012 costrinse all’evacuazione della struttura a presidiare la quale furono chiamate le guardie svizzere grazie all’ intercessione di mons. Francesco Cavina, da poco insediatosi in Vescovado. Quello era il momento per far valere le proprie ragioni, ma i 75 milioni di risorse per la ‘ricostruzione post sisma’ finirono al Policlinico di Modena. A giustificare la scelta si presentarono in Consiglio comunale il 23 gennaio del 2014 l’allora direttore generale dell’Ausl Mariella Martini e il presidente della Provincia Emilio Sabattini. L’assessore regionale alla Sanità Lusenti invitato, non presenziò alla seduta. La mozione che impegnava il sindaco Campedelli e l’allora assessore competente Bellelli ad attivarsi per evitare che i fondi finissero al Policlinico fu bocciata dalla maggioranza Pd con la sola astensione del consigliere Arletti.

Da quella premessa è iniziato il progressivo depotenziamento dell’ospedale di Mirandola che si colloca, va ricordato, all’interno del distretto del biomedicale. Mentre alcuni reparti si depotenziavano e si riconvertivano in strutture per aree omogenee al Santa Maria Bianca, il Ramazzini di Carpi è riuscito a ‘preservarsi’, in termini di funzioni e specialistica, consolidandosi come ospedale di riferimento dell’area nord della provincia di Modena, all’interno però di una struttura sempre più fatiscente. Sono più importanti le mura o i professionisti che vi lavorano all’interno? È evidente che il livello di professionalità è determinante per fare di un ospedale un’eccellenza ma il professionista deve poter disporre delle migliori condizioni per poter fare il suo lavoro, altrimenti se ne va.

Nonostante tutto e tutti (detrattori di Modena città e oltre i confini provinciali), l’ospedale di Carpi ha mantenuto le funzioni che aveva prima del terremoto del 2012 e può vantare a oggi eccellenti professionalità: per questo motivo il tema del nuovo ospedale non è mai stato archiviato e, al di là dell’utilizzo a scopi elettorali, resta prioritario per l’intero territorio. Quali segnali potrebbero lasciare pensare che la costruzione del nuovo ospedale sia più vicina?

Pace fatta con Mirandola

Per anni si è discusso di un ospedale equidistante rispetto a Carpi e a Mirandola ma hanno prevalso i campanilismi. Ha pesato anche l’assenza di una viabilità adeguata a servire oltre all’intero distretto del biomedicale anche un eventuale nuovo ospedale ma il tema della Cispadana è ancor più spinoso. Proprio per questo motivo, piuttosto che guidare inoltrandosi verso la Bassa, un qualsiasi carpigiano si dirige a Modena e l’idea dell’ospedale baricentrico è tramontata.

La sede ideale è dunque Carpi, mantenendo l’integrazione con Mirandola consolidata in questi anni con i primariati ‘a scavalco’ delle due strutture che hanno acquisito progressivamente mission diverse. In un’intervista pubblicata martedì 27 novembre il sindaco di Mirandola Maino Benatti ha ammesso: “ci siamo confrontati con l’amministrazione di Carpi. Carpi si è impegnata a discutere con noi come e dove costruire il suo nuovo ospedale. Tuttavia, con questa viabilità, a M irandola serve un ospedale e deve essere qualificato, così come integrato con Carpi”.

Il nuovo ospedale con sede a Carpi lascerebbe aperta anche l’ipotesi di coinvolgere Correggio.

I primari prima di tutto

L’iter è complicato ma pare che il Sindaco Bellelli abbia provveduto a inoltrare in Regione la domanda per coprire gli ultimi posti vacanti dopo le otto recenti nomine di primari all’ospedale di Carpi: Lanzoni, Pediatria e Neonatologia; Pignatti, Anestesia e Rianimazione; Pesci, Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza, Tibaldi, Salute Mentale; Tassi, nominato responsabile dell’Unità Operrativa di Otorinolaringoiatria; Cenatiempo, Oftalmologia Luppino, Ortopedia e Ciardullo, Struttura Complessa di Medicina Interna ad indirizzo Diabetologico. Poter contare sui primari è fondamentale per mantenere il controllo del territorio ed evitare che i tentacoli dal capoluogo si allunghino in periferia. La loro professionalità che spesso diventa eccellenza permette al Ramazzini di continuare ad essere un punto di riferimento. Mancano ancora i primari di Urologia, Otorino, Neurologia e Nefrologia.

E se ci fossero le risorse?

Criticità strutturali limitano la fruibilità dell’ospedale di Carpi con percorsi non certamente agevoli per i pazienti e il personale ospedaliero, impediscono di individuare spazi per aree da dedicare alle nuove tecnologie diagnostiche e terapeutiche, impongono ulteriori interventi sull’antisismica con inevitabili disagi. Insomma, una struttura costruita per padiglioni in fasi successive a partire dal 1922 limita fortemente le possibilità di un’evoluzione coerente rispetto a bisogni sanitari che cambiano e tecnologie che progrediscono

Alla luce di queste considerazioni e anche dei costi di ammodernamento dell’esistente, appare di gran lunga più vantaggiosa la realizzazione di una nuova struttura ospedaliera in grado di rispondere alle esigenze organizzative e funzionali della moderna sanità. E’ la medesima conclusione a cui sono arrivati a Cesena dichiarando che appare più conveniente realizzare un nuovo ospedale piuttosto che procedere con continui interventi su quello esistente: il nuovo Bufalini si svilupperà su una superficie di 75mila mq e avrà una capacità di posti letto non molto diversa dall’attuale, costerà 156 milioni di euro di cui 100 milioni a carico della Regione e 56 dell’Ausl. Sarà pronta tra 5-8 anni. 

L’ipotesi di ricorrere a risorse ministeriali potrebbe farsi largo allora per la realizzazione del nuovo Ramazzini se il governo accoglierà la richiesta di un contributo

Il tassello che mancava

Questa sera, giovedì 29 novembre, i sindaci di Carpi e Mirandola, Bellelli e Benatti, chiederanno un mandato ai loro consiglieri comunali di farsi parte attiva nei confronti della Regione affinché venga inserito nella programmazione del 2019 quale priorità la costruzione di un nuovo Ospedale sul territorio carpigiano, la qualificazione costante del personale, dei servizi e dei vari reparti dei due nosocomi, il completamento delle opere di ristrutturazione dell’Ospedale Santa Maria di Mirandola, la costruzione della Casa della Salute e dell’Ospedale di Comunità (OSCO). Il sì del Consiglio Comunale sarà il primo passo per il nuovo Ramazzini.

Sara Gelli

 

 

 

 

 

 


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