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Cosa c’è sotto ai disturbi gastrointestinali? Alla Santa Caterina una serata per scoprirlo
Carpi | 12 Ottobre 2018

Intestino, specchio del nostro benessere fisico e mentale. Sono sempre più numerose le prove di una profonda connessione tra cervello e intestino, che hanno un impatto da non sottovalutare sulla nostra salute. Un’alimentazione squilibrata o ricca di alimenti a cui si è intolleranti è in grado di causare un’infiammazione latente ma cronica dell’intestino. Lo stress, la sedentarietà e l’uso di farmaci possono inoltre influire negativamente alterando la flora batterica intestinale, riducendo la presenza dei batteri buoni (che colonizzano non solo il tratto intestinale ma anche quello urogenitale e broncopolmonare). Ecco che potrebbero comparire disturbi  quali pancia gonfia, difficoltà digestive, alitosi, stipsi, diarrea, flatulenza, candida, cistite, ma pure abbassamento del tono dell’umore e stanchezza cronica come anche dermatiti e cefalee. Da tali considerazioni è nata l’idea di approfondire questi temi in una serata dedicata, in programma lunedì 15 ottobre, a partire dalle 20,30, nei locali della farmacia, in collaborazione con Roberto Capone esperto di diagnostica (ingresso gratuito su prenotazione). “Prendere una decisione di pancia è un modo di dire, ma c’è un fondo di verità: abbiamo infatti un secondo cervello a livello dell’addome fatto di oltre cento milioni di neuroni in dialogo continuo con quelli del sistema nervoso centrale. Le recenti ricerche sul ruolo della serotonina che regola tante funzioni tra cui il tono dell’umore e l’appetito - spiega la dottoressa Marina Colli - hanno stabilito che il 95% è prodotto proprio nell’intestino. Inoltre, la flora batterica intestinale è ogni giorno messa alla prova dal nostro stile di vita: alimentazione errata, fumo, alcool, sedentarietà, stress, tutte condizioni che incidono profondamente e che creano degli squilibri. E’ importante invece prenderci cura al meglio della salute del nostro intestino in modo da migliorare l’assorbimento dei nutrienti, ottimizzare il metabolismo e assicurare un buon funzionamento del sistema immunitario”.

Come possiamo agire per garantirci tutto questo?

“Il nostro primo consiglio è quello di migliorare la dieta consumando ogni giorno 5 porzioni tra frutta e verdura di stagione, cereali integrali, riducendo il consumo di grassi e proteine animali a favore di quelli vegetali. Poi, è importante fare attività fisica, anche solo moderata ma in maniera costante, e limitare possibilmente le cause di stress e nervosismo. Il secondo consiglio è quello di verificare se ci sono intolleranze alimentari che provocano lo stato infiammatorio. Possiamo fare test mirati che analizzano 50, 92 o 184 alimenti. Il terzo consiglio è un’integrazione mirata con probiotici (conosciuti come fermenti lattici che però non hanno nulla a che fare col latte) in formulazioni diverse per esigenze differenti.  Ricordiamo anche quanto è importante la protezione data dai fermenti durante e dopo le terapie antibiotiche. Nel caso in cui ci fossero situazioni particolari è poi possibile sottoporsi a un semplice test basato sull’esame delle urine e autoprelievo di sangue capillare INTEST FLORA che effettuiamo presso la nostra farmacia, e che permette di verificare l’eventuale presenza di fenomeni fermentativi e/o putrefattivi nell’intestino per individuare la giusta strategia di intervento”.

A chi è consigliato il test?

“A tutte le persone che, dopo aver escluso patologie di competenza medica, continuano a soffrire di diarrea o stipsi, irregolarità intestinale, gonfiori, tensioni e coliti, flatulenza e aerofagia, difficoltà digestive e infezioni  genito-urinarie ricorrenti. Non ci stancheremo mai di dire che un valido aiuto nella prevenzione di uno stato di disbiosi è sicuramente dato da una maggiore attenzione all’alimentazione, adeguata idratazione e regolare attività fisica. Importante è anche avere uno stato d’animo positivo e affrontare la quotidianità con la giusta passione emotiva, perché il nostro intestino, è dimostrato, sente le emozioni quanto il nostro cervello, ed è nel nostro interesse prendercene cura”.

Chiara Sorrentino

 

 


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