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Molossi: è emergenza abbandoni
Carpi | 04 Ottobre 2018

Sono Pitbull, Rottweiler, Cani Corso, Bull Terrier, Amstaff e altri molossi. Cani abbandonati, sotto sequestro giudiziario o di proprietà di persone sottoposte a provvedimenti penali che affollano i canili di tutta Italia. Una presenza che si sta trasformando in una vera e propria emergenza anche nel nostro territorio, come sottolinea  Raffaella Benedusi, responsabile del Canile di Carpi e Novi. “Nella nostra struttura, questi cani rappresentano quasi un terzo degli ospiti; 35 cani, dai 3 ai 5 anni, di non facile gestione, che hanno difficoltà a socializzare e a reinserirsi nella società, pertanto molto difficili da far adottare”.  Cani di grossa taglia, potenti, robusti, spesso “con storie terribili alle spalle. Molti di loro sono stati maltrattati, tenuti rinchiusi in condizioni disumane, lasciati soli, deprivati delle cure necessarie. Quando li abbiamo recuperati erano malati, diffidenti… alcuni mordevano e non si lasciavano avvicinare da nessuno. Uno, ricordo che pensavamo fosse nero, in realtà era completamente ricoperto di zecche e aveva un ascesso tremendo in una zampa. Altri erano legati talmente stretti da rischiare il soffocamento e completamente abbandonati a loro stessi. Conquistare la loro fiducia è stato molto difficile e il rapporto alle volte resta problematico”, prosegue Raffaella. I molossi sono cani esuberanti, fisici, “non sono per tutti. Eppure sono numerosi i giovani che decidono di acquistarne uno, magari sull’onda dell’emozione, senza pensare alle possibili conseguenze. Qualche giorno fa - racconta la responsabile del Canile - passeggiando per il centro ho visto un ragazzo con un dobermann al seguito, di 7, forse 8 mesi, con le orecchie e la coda tagliate: una pratica barbara e illegale! Qualche passo più in là un altro veniva tirato da un Amstaff: dubito che questi proprietari siano in grado di gestire animali tanto impegnativi a causa della loro stazza e potenza”. Cani che, quando la famiglia si allarga, spesso, finiscono dritti in Canile: “tanti li acquistano e poi si stancano perché non sanno dove metterli oppure perché nascono i bambini e hanno paura. In realtà, i genitori non dovrebbero mai lasciare da soli bimbi e cani di qualsiasi razza siano, perché per quanto l’animale possa amare e rispettare i più piccoli, potrebbe comunque non gradire certi atteggiamenti e comportarsi in modo imprevedibile e potenzialmente pericoloso”. Insomma scegliere un molosso come fidato amico a quattro zampe non è una decisione da prendere con leggerezza. “Dopo mesi o anni di mala gestione di un molosso, questi tendenzialmente manifesterà un atteggiamento nervoso che lo porterà dritto in canile. In realtà con l’aiuto di un educatore o un veterinario comportamentalista, molto si può fare per rendere questi animali maggiormente equilibrati”. Per far fronte a una presenza sempre più massiccia di molossi, Raffaella Benedusi auspica un cambiamento per il Canile: “le risorse sono limitate ( ndr - circa 104mila euro l’anno) ma sarebbe necessario poter assumere più personale (oggi sono soltanto due i dipendenti) e poter contare sull’aiuto di vari educatori per tentare di recuperare i cani più problematici, dai molossi maltrattati ai cani di strada che vengono dal Sud e finiscono qui. Solo così questi cuccioloni possono sperare di trovare una nuova famiglia che li accolga e li ami”. Il gruppo dei volontari, seppur piccolo, fa grandi cose. Animati da passione ed entusiasmo, fanno letteralmente i miracoli ma, sorride Raffaella, “qualcuno in più farebbe comodo”.
Jessica Bianchi

 


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