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Giù le mani da Fantozza e Bugia: la Regione dice no alla ricerca degli idrocarburi
Carpi | 05 Settembre 2018

La Regione Emilia Romagna ha finalmente scritto nero su bianco il suo 'no' alla ricerca degli idrocarburi nella zona del cratere del sisma 2012. La Giunta Bonaccini, in una delibera approvata nella seduta di ieri, sancisce infatti che per quanto riguarda le attività della società Aleanna Resources Llc denominate Fantozza e Bugia, a cavallo tra le province di Modena e Reggio, “non si riscontrano le condizioni per procedere al rilascio di ulteriori atti formali relativi ai permessi di ricerca”. Uno stop teso a “garantire un interesse generale e la coesione sociale del territorio coinvolto”. La Regione, infatti, dice di "prendere atto delle istanze di contrarietà espresse dai cittadini e dalle amministrazioni locali interessate" dalle due attività e di "condividere le preoccupazioni espresse" dai territori. Per questo, la Giunta Bonaccini ha chiesto al Ministero dello Sviluppo economico di bloccare i due progetti di indagine geologica.
“Esprimiamo soddisfazione - ha dichiarato il sindaco di Carpi, Alberto Bellelli - per il fatto che sono state ascoltate tutte le istanze portate avanti dai Comuni interessati e che da tempo avevano affermato in modo fermo la contrarietà a qualsiasi tipo di concessioni per la ricerca di idrocarburi sul territorio, su cui insistono aree protette, città d'arte, agricoltura di qualità; territorio che, non lo dimentichiamo, appena sei anni fa è stato interessato da un terribile sisma. Lo stop definitivo alle trivellazioni sancito dal no della Giunta regionale è un successo dei cittadini, del territorio e anche di tutti i Consigli comunali interessati, che avevano condiviso e proposto un ordine del giorno approvato poi in tutti i civici consessi”.
Il consigliere regionale del Pd Enrico Campedelli, dopo aver espresso soddisfazione per il risultato ottenuto, ha poi auspicato “una risposta certa e rapida del Governo per porre fine a ogni dubbio espresso dalle istanze di contrarietà dei cittadini e delle amministrazioni locali. Ora il ministero dello Sviluppo economico chiuda la vicenda velocemente”.


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