Iscriviti alla newsletter

Sfoglia il giornale ovunque tu sia e in qualsiasi momento, iscriviti alla newsletter per ricevere ogni settimana Tempo sulla tua e-mail.

×
I sette da tenere d’occhio
Carpi | 30 Giugno 2018

I commenti estremamente positivi del pubblico sono rimbalzati fino alla redazione di Tempo che ha invitato Loomest La Compagnia del Mestolo a presentare la prima produzione teatrale Ghostwriters – Nel nome del padre in scena per la prima volta al Mac’è, il 7 e 8 giugno.

Irene Cavazzuti, a cui sono affidati il testo e la regia, ha conosciuto Camilla Cattini, Alex Ferrari, Rebecca Grazian, Emma Bassoli, Adele Lugli e Vincenzo Mari frequentando Fare Teatro, il laboratorio condotto da Sara Gozzi e Gigi Tapella. “Ci siamo piaciuti al punto che due anni fa, nel 2016, abbiamo dato vita a una compagnia tutta nostra: Loomest La Compagnia del Mestolo”.

L’idea di uno spettacolo è nata in una serata di prosa della stagione del Comunale, “durante l’intervallo di Le Prenom – Cena tra amici mi sono precipitata nel palco di Camilla” racconta Irene e così è nato Ghostwriters – Nel nome del padre che rievoca in alcuni tratti il testo francese.

Hanno provato per tre mesi nei salotti di casa e il risultato è stato particolarmente apprezzato dal pubblico. “Il padre, un accademico, curatore di una casa editrice, scrittore di biografie, muore scatenando una corsa all’eredità da parte del figlio maggiore Gustavo (Vincenzo Mari), delle due figlie Tessa (Rebecca Grazian) ed Elissa (Adele Lugli) avute da una precedente relazione e da parte della più piccola Eugenia (Emma Bassoli) che rivendica la sua parte, così come la giovane amante Gilda (Camilla Cattini). Mentre invano cercano di trovare un accordo, è Currado (Alex Ferrari), socio della casa editrice La Mummia blu, a trovare la soluzione proponendo loro di scrivere la biografia del padre remunerandoli come autori fantasma. Così inizia la ricerca di informazioni coerenti sul padre che non hanno mai conosciuto.

Per la Compagnia del Mestolo il teatro è una seconda casa, “e questo gruppo – affermano – una seconda famiglia”. C’è chi è stato cambiato e chi ha imparato a essere maggiormente se stesso, chi ha sperimentato tutte le arti ma solo facendo teatro è riuscito ad averne una visione completa e chi, infine, ha messo in pratica nella vita reale le competenze acquisite parlando con le persone. “Il teatro riesce a veicolare cose non dette – spiega Camilla – e sul palco è tutto più semplice. E’ un altro mondo in cui i pensieri attribuiti a un personaggio si arricchiscono dell’interpretazione che ne dà l’attore che aggiunge sempre qualcosa al personaggio”.

Per Irene e Vincenzo il futuro è addirittura nel teatro: al di là degli studi universitari infatti è quello che vogliono fare nella vita: scrivere, mettere in scena, recitare.

Esiste in Italia la possibilità di lavorare in questo settore?

“Sono tutte da costruire, ma vale per ogni settore, qualsiasi cosa si voglia fare in questo Paese”.

Sara Gelli


Ultime notizie

Scarica l'App
Il giornale
in edicola
Sfoglia il giornale
Rubriche del Tempo
Altre notizie