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Una comunità che cura: si parte da via Belgrado
Carpi | 31 Maggio 2018

Carpi invecchia e i bisogni, sempre più complessi, mutano. In un contesto in cui la cronicità diventerà la più grande emergenza a cui rispondere nei prossimi anni, si affianca un altro tema altrettanto importante, quello dell’accompagnamento dei fragili. Persone anziane che vivono sole o con un coniuge coetaneo che, pur avendo ancora un certo margine di autonomia, necessitano di un aiuto o, semplicemente, di un occhio amorevole pronto a vigilare su di loro. Ed è proprio per cercare di favorire la nascita di una “comunità curante”, espressione cara al sindaco Alberto Bellelli, che ha mosso i primi passi il progetto di Mappatura dei fragili residenti nel territorio dell’Unione delle Terre d’Argine. “Un lavoro - spiega l’assessore alle Politiche Sociali, Daniela Depietri - nato all’inizio di questa legislatura da un’idea del primo cittadino: tutto sembrava facile ma, in realtà, il percorso è stato a dir poco tortuoso poiché, oltre a scalare la montagna della privacy, abbiamo dovuto far entrare in relazione banche dati non dialoganti tra loro”. Nonostante le difficoltà, la mappatura oggi è una realtà: “in Unione gli ultra settantacinquenni soli sono 4mila mentre quelli che vivono con un coniuge pari età, 3.300”, prosegue l’assessore ma il progetto va ben oltre i numeri. “Ciò che ci interessava capire era se esistevano delle particolari concentrazioni di over 75, in quali vie, palazzi… e, al contempo, verificare di quali servizi queste persone potevano usufruire, dalla farmacia al supermercato sotto casa o, ancora, dal parco a luoghi di aggregazione, come i centri sociali ad esempio”. La fotografia restituita dalla mappatura non ha rilevato zone particolarmente critiche ma ha consentito di individuare “aree scarsamente servite o con una collocazione stradale poco favorevole”, sottolinea Depietri. Tra queste vi è via Belgrado: “chiusa su due lati dalla Tangenziale e pertanto logisticamente complessa ci è parsa la candidata ideale per avviare una sperimentazione. Esperienza che, futuribilmente, si allargherà ad altre zone della città così come a tutto il territorio dell’Unione”. La Cooperativa Anziani non solo e un assistente sociale si sono recati nella via, previa comunicazione scritta e telefonica, per incontrare personalmente gli anziani e sottoporre loro alcune domande per meglio comprenderne “bisogni, disagi e punti di forza. Poi, prendendo un condominio come punto di riferimento, abbiamo individuato un luogo nel quale i residenti di via Belgrado possono riunirsi, trovarsi per un tè, partecipare a incontri. Ci avvaliamo anche della preziosa collaborazione di due volontarie: saranno loro a tessere rapporti significativi e a verificare che tutto proceda per il meglio”, spiega l’assessore Depietri. L’obiettivo però non è solo quello di combattere la solitudine e favorire l’aggregazione: “in questa sperimentazione stiamo coinvolgendo tutti gli esercenti affinché fungano da vere e proprie antenne. Interlocutori privilegiati, i negozianti possono ricoprire un ruolo fondamentale per individuare immediatamente comportamenti anomali o disturbi cognitivi. Se l’edicolante vede la stessa persona comprare il medesimo giornale cinque volte nella stessa giornata, vorrà pur dire qualcosa no? In una comunità curante, ciascuno può rivelarsi prezioso nell’intercettare un bisogno”. La mappatura poi, si potrebbe rivelare uno strumento davvero prezioso in caso di inondazioni o di sisma: “grazie a un lavoro condotto in stretta sinergia con l’Azienda sanitaria di Modena abbiamo avuto accesso alla banca dati legata all’emergenza della Protezione Civile. Qualora ve ne fosse la necessità, conoscendo le situazioni dei residenti e le loro difficoltà, siano queste motorie o di altra natura, sapremo chi deve essere immediatamente evacuato e con quali modalità”. Un progetto, questo, definito da qualcuno lesivo del diritto alla privacy, accusa che l’assessore Daniela Depietri restituisce prontamente al mittente: “la mappatura, che verrà costantemente aggiornata, non lede alcun diritto. I dati sono a disposizione dei soli operatori, pur essendo quelli dell’Anagrafe non protetti, mentre i sensibili (come quelli messi a disposizione dall’Ausl) non sono accessibili, se non nell’ambito della Protezione Civile in linea con le recenti normative in materia di privacy emanate dal Garante”.
Jessica Bianchi


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