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La montagna incantata
Carpi | 14 Maggio 2018

Quando uomini e montagne si incontrano, grandi cose accadono, scriveva William Blake. A scommettere sul potere terapeutico della montagna e dell’ascesa è stato un team composto da medici, psicologi e psichiatri a partire dagli Anni Novanta. Furono loro i primi a intuire le immense potenzialità insite nell’ambiente alpino quale inusuale luogo di cura, capace di favorire il cambiamento e la crescita personali. A credere fortemente in questo innovativo approccio, capace di coniugare la bellezza della natura e gli strumenti della psicologia, mettendoli al servizio di persone sofferenti e non solo, è lo psicoterapeuta carpigiano Luca Masini. “Io amo la montagna.
Camminare, scalare, arrampicare… produce straordinari effetti benefici”, spiega. L’obiettivo è darsi obiettivi e raggiungerli. Un passo dopo l’altro. Spostando il proprio limite sempre un po’ più lontano. “La montagna - prosegue - ci ricorda l’importanza dell’umiltà, di riappropriarsi delle cose semplici, di assaporare la vita con maggior lentezza”. Un approccio, quello della montagna terapia valido non solo per pazienti psichiatrici, persone con disagio socio-relazionale o minori con problematiche comportamentali, bensì per tutti. Oltre a organizzare uscite con gli utenti della comunità dell’Ovile di Reggio Emilia, Luca Masini, lo scorso 22 aprile, ha infatti deciso di accompagnare in arrampicata alla Pietra di Bismantova, dodici persone del nostro territorio. Il risultato è andato ben oltre le aspettative. “L’obiettivo dell’iniziativa Un salto fuori un passo dentro - prosegue il dottor Masini - è fare in modo che chi partecipa possa vivere una esperienza nuova, fuori dagli schemi della città per conoscersi e riscoprirsi”. Insieme allo psicoterapeuta ed esperto di ipnosi Michele Vanzini e al prezioso aiuto della guida alpina Massimo Ruffini, “ci siamo dedicati dapprima a un momento conoscitivo affinché il gruppo si affiatasse e ciascuno acquisisse fiducia in chi aveva intorno, dopodiché mi sono concentrato sul concetto di resilienza, ovvero l’importanza di concentrarsi sul qui e ora, senza indulgere nel passato o cedere alla tentazione di proiettarsi nel futuro. Dopo tale esercizio di rilassamento, condotto tra gli alberi del bosco, per prendere coscienza del proprio respiro e delle proprie sensazioni, il dottor Vanzini ha condotto tutti in un training di visualizzazione e auto ipnosi teso a far ricercare a ciascun partecipante l’animale guida che lo avrebbe aiutato durante l’arrampicata”. Seguendo le precise indicazioni della guida, il gruppo, in cordata, ha poi iniziato l’impresa. “Alla prima scalata - spiega Luca Masini - ne sono seguite altre due, una in completo silenzio e una a occhi bendati per imparare a fidarsi delle sensazioni corporee e dei propri compagni”.  Nonostante fossero tutti neofiti, i dodici scalatori “con impegno e caparbietà sono riusciti a portare a termine l’arrampicata con successo. La montagna è davvero terapeutica, ti spinge oltre te stesso: nei loro occhi potevi scorgere un cambiamento. Hanno sperimentato sulla pelle come tra i monti il ritmo concitato della città scompaia e quanto sia importante prendersi il proprio tempo. Un passo dopo l’altro, fino alla vetta. Ogni limite, dal timore delle vertigini a un corpo appesantito, può essere superato grazie a uno spirito positivo e determinato”. Un’avventura del corpo e dell’anima che, considerato il successo della data zero, verrà certamente riproposta e allargata anche alle famiglie.
J.B.

 


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