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Il futuro dell’Ospedale di Carpi
Carpi | 21 Dicembre 2017

Il piano di sviluppo dell’integrazione tra gli ospedali di Carpi e Mirandola, innescato dalla fusione di Policlinico di Modena e Ospedale di Baggiovara, punta a garantire una maggiore attività chirurgica polispecialistica, valorizzando le vocazioni e le competenze delle due sedi ospedaliere (con un lavoro a rotazione di chirurghi, ortopedici e anestesisti e la discussione dei casi in team multidisciplinari), evitando duplicazioni, individuando le soluzioni più  adeguate a ciascun bisogno assistenziale ed, evidentemente, ottimizzando le risorse.
In base a tale riorganizzazione il Ramazzini si concentrerà sempre più sulla chirurgia a media e alta complessità, la traumatologia e la protesica più complessa, mentre all'ospedale di Mirandola verranno sviluppati la chirurgia a media-bassa complessità (con degenza inferiore a cinque giorni), la day surgery e l'ortopedia protesica e la traumatologia minore.
E' quanto emerso nel corso della Conferenza territoriale sociale e sanitaria della provincia di Modena riunitasi nei giorni scorsi alla presenza di Gian Carlo Muzzarelli, copresidente della Conferenza insieme al sindaco di Carpi, Alberto Bellelli.
Nello specifico della rete ortopedica, a Carpi sarà centralizzata la traumatologia del femore e la protesica per pazienti a elevato rischio clinico, mentre a Mirandola saranno sviluppati la chirurgia protesica di anca, ginocchio e piede e il polo riabilitativo di area nord, dedicato in avvio ai pazienti ortopedici, ed esteso successivamente alla riabilitazione neurologica ed oncologica.
All'ospedale di Carpi si concentrano anche gli interventi e i trattamenti ad alta complessità con particolare riferimento alla patologia oncologica grazie al consolidamento delle relazioni di rete con il Policlinico di Modena.
Sempre a Mirandola, in collaborazione con l’Otorinolaringoiatria dell’Azienda Ospedaliera, la Pneumologia e la Neurologia dell’ospedale di Carpi, è attivo da giugno il Centro per disturbi del sonno, punto di riferimento provinciale di una rete per il trattamento della sindrome da apnee ostruttive nel sonno alla quale partecipano anche l’Ospedale di Sassuolo e Villa Pineta di Gaiato.
Sul versante dell’emergenza, l’ospedale di Carpi ha visto il completamento del turno del triage h24 e di quello della seconda ambulanza, anch’essa h24 e 7 giorni su 7. Sul nosocomio carpigiano restano numerose criticità legate alle carenze, ormai croniche, di personale: Oss e infermieri sono insufficienti, soprattutto in Pronto Soccorso.


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