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Mai più nonni e bambini maltrattati
Carpi | 07 Dicembre 2017

Anziani indifesi maltrattati, picchiati, costretti a subire ogni genere di violenze da chi dovrebbe prendersene cura giorno dopo giorno. Storie raccapriccianti di soprusi e angherie che, di tanto in tanto, arrivano alla ribalta della cronaca, non ultimo il caso di Castellammare del Golfo, e gettano ombre sul lavoro, complesso di tutte le case di riposo del nostro Paese. Storie terribili davanti alle quali sempre più voci si levano, unanimi, nel chiedere l’introduzione di telecamere all’interno di tutte le strutture che si occupano di anziani e minori. A Carpi, però, c’è qualcuno che, aldilà del dibattito politico, ha deciso autonomamente di andare controcorrente e lanciare un segnale forte: “la Cooperativa Scai - spiega il suo presidente Ilario De Nittis - sin dalla sua nascita, nel 2010, ha installato un sistema di telecamere in tutte le strutture che gestisce, dalla Residenza Bosco di Pan al Centro Filos dei bambini, alla Residenza e Centro Diurno Stella. Non credo debba essere una legge a regolamentare l’introduzione della video sorveglianza in luoghi, per così dire, sensibili, bensì la nostra responsabilità sociale. Tali sistemi, infatti, sono in grado di rassicurare le famiglie, di tutelare gli ospiti e, al contempo, di garantire la privacy dei soci dipendenti”. La questione è delicata e, al momento, vi è un disegno di legge all’esame del Senato ma, prosegue De Nittis, “per offrire maggiori garanzie e sicurezza non credo si debba aspettare una legge. Ciò che occorre è la volontà di trasformare il nostro welfare in maniera positiva, offrendo risposte concrete, affidabili e flessibili, 24 ore su 24, alle istanze e ai bisogni delle famiglie”. La cooperativa sociale Scai è la prima a livello regionale ad aver installato a Carpi sistemi di video sorveglianza nelle proprie strutture socio assistenziali: “vorremmo - prosegue il presidente - essere i primi di una lunga serie e confidiamo di fungere da esempio per altre realtà operanti sul nostro territorio e non solo. Per tale motivo siamo disponibili a dare informazioni a chiunque desideri conoscere il progetto di video sorveglianza”. I numerosi abusi perpetrati ai danni di soggetti fragili stanno mettendo prepotentemente in discussione il rapporto fiduciario che dovrebbe essere alla base del percorso stesso di cura: “avere delle telecamere significa offrire un servizio trasparente e questo è molto apprezzato dai familiari dei nostri ospiti, spesso afflitti da un forte senso di colpa generato dalla consapevolezza di non riuscire a farsi totalmente carico di chi amano. Aiutare le famiglie è per noi un obiettivo morale e veder sorridere un anziano costituisce una gioia inestimabile”, conclude Ilario De Nittis.
Jessica Bianchi


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