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L’ex Porta Modena deve rinascere
Carpi | 06 Dicembre 2017

“Non si può pensare, come fa il Comune, che il centro storico di Carpi finisca in Piazzetta Garibaldi, dimenticandosi di Corso Roma e Piazzale Ramazzini; questi, infatti, rappresentano uno degli ingressi al salotto della città e dovrebbero essere tenuti in maggior considerazione e non lasciati allo sbando”. E’ questa la presa di posizione di uno degli esercenti – pochi, per la verità – intervenuti, giovedì scorso, all’assemblea indetta da Confcommercio per sviluppare proposte da presentare all’Amministrazione Comunale per il rilancio in particolare dello stabile che sino a pochi mesi fa ospitava il mercato coperto, ora chiuso, e più in generale dell’area compresa tra Piazzale Ramazzini e Corso Roma. Il tema è tornato in auge nel dibattito cittadino anche grazie all’interpellanza in cui Carpi Futura ha chiesto all’Amministrazione di riflettere bene prima di scegliere di privarsi della struttura, per la cui vendita sarebbe in preparazione un bando di gara. Pubblica o privata che sia, la proprietà poco importa a Confcommercio, ciò che preme all’associazione di categoria è che nello stabile torni l’alimentare. “Riteniamo – ha spiegato Massimo Fontanarosa – che la presenza  di un polo alimentare di qualità sia fondamentale non soltanto per riqualificare la zona, che ne ha davvero bisogno, ma anche per fungere da punto di riferimento per i residenti del centro storico”. Per l’esperto di Confcommercio Maurizio Brama, sebbene rappresenti una tipologia assai diversa, per spazi, storicità e capacità rispetto all’Albinelli di Modena, anche il mercato coperto di Carpi dovrebbe rimanere un polo strategico per rilanciare l’intera zona. “Occorre selezionare imprenditori specializzati, per esempio in ortofrutta o pesce, ma non si può pensare al mercato senza considerare Piazzale Ramazzini, e non si può risolvere il tema di tale area senza rilanciare Corso Roma. Confcommercio, una volta raccolte tutte le proposte in campo, se ne farà interprete presso l’Amministrazione, per spronarla a credere in questa operazione”. I commercianti presenti - tra loro anche alcuni rappresentanti di Realco, la realtà che tempo fa aveva presentato un progetto di rilancio dello stabile, poi naufragato - hanno sottolineato come occorrerebbe maggior coesione tra gli stessi esercenti, per riuscire a raggiungere risultati concreti: “fino a che a queste riunioni saremo in pochi, non riusciremo a farci ascoltare davvero – ha dichiarato una di loro – e penso che una delle cose da fare sia richiedere con forza che venga ripristinato il tavolo di confronto con il Comune sul tema del commercio, perché in caso contrario ogni singola istanza sarà trattata e risolta come tale, senza che si riesca a far sintesi e massa critica”. Confcommercio ha infine ribadito come questo rappresenti soltanto l’inizio di un percorso di coinvolgimento e confronto con i negozianti, Palazzo Scacchetti e l’assessore Simone Morelli: “non dobbiamo demordere e non lo faremo – hanno chiosato Fontanarosa e Tommaso Leone – perché la città non può permettersi che quello stabile resti chiuso per i prossimi due anni o più.”
Marcello Marchesini


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