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L’Università è gratuita e si parla inglese
Carpi | 06 Novembre 2017

Studiare in Finlandia oggi significa studiare in un Paese con un sistema scolastico che combina equità, efficienza ed eccellenza: libri, pasti e trasporto gratuiti alla scuola primaria, niente rette all’università, inglese quasi come prima lingua, promozione della socialità e della collaborazione e, al contempo, valorizzazione dei meriti individuali.
E’ quel che racconta Paolo Manfredotti, 21 anni di Carpi, iscritto al terzo anno di Economia e marketing internazionale all’Università di Modena: da settembre studia a Seinajoki, una città finlandese di circa 60mila abitanti, tramite il progetto Erasmus.
Come mai la tua scelta è ricaduta proprio sulla Finlandia? Hai incontrato difficoltà con la lingua?
“Ho scelto la Finlandia poiché volevo calarmi in una realtà molto distante dalla nostra, con l’obiettivo non solo di migliorare la lingua ma anche di portarmi a casa una ricchezza in più dal punto di vista culturale e personale. All’inizio si è trattato di un salto nel buio ma a posteriori sono davvero felice di avere fatto questa scelta. Per quanto riguarda la lingua parlata, la maggior parte delle persone comunica in inglese e questo facilita tutto. Anche all’università le lezioni e gli esami si tengono in questa lingua”.
Quali differenze hai riscontrato tra il sistema universitario italiano e quello finlandese?
“Il sistema universitario finlandese è completamente diverso da quello italiano. Nei Paesi scandinavi l’istruzione superiore non è considerata un servizio di carattere privato, per cui è lo studente che deve far fronte ai costi; al contrario esiste la concezione per cui una quota sempre maggiore di popolazione che consegua alti titoli di studio, generi vantaggi per l’intera società.
L’assenza di tasse scolastiche è un grosso incentivo alla mobilità internazionale e ciò permette a studenti di culture diverse di incontrarsi, confrontarsi e lavorare insieme. Ero abituato a un’università con aule vecchie, strumenti non sempre funzionanti e in cui gli studenti non sono stimolati a ricercare la condivisione di momenti di svago, oltre che di studio e mi sono ritrovato in un edifico completamente nuovo, tecnologico, con numerosi servizi (dall’assistenza sanitaria al sostegno psicologico) e in cui regna un’intensa vita sociale incentivata persino dai professori. A livello didattico gli esami consistono prevalentemente in esposizioni orali che si susseguono durante le lezioni: è un metodo di valutazione costante e intensivo, a differenza del sistema tradizionale italiano che tende a concentrare gli esami orali o scritti perlopiù a fine semestre”.
Come si svolgono le tue giornate?
“Qui alloggio in uno studentato molto vicino all’università, frequentato da soli studenti, e ciò mi ha dato la possibilità di conoscere sin da subito altri ragazzi, con i quali adesso trascorro le mie ore all’università e nel tempo libero.
Abbiamo formato un gruppo affiatato e ogni weekend cerchiamo di visitare nuove località, per approfondire la conoscenza di questa terra meravigliosa. Ciò che mi colpisce di più di queste escursioni è la magnificenza della natura, protagonista anche nelle città”.
Progetti e sogni per il futuro?
“Nel breve periodo conto di laurearmi alla triennale e iscrivermi alla magistrale. Per il futuro più lontano, ancora non ho le idee chiare. Sicuramente vorrei continuare a fare esperienze di vita, studio e lavoro all’estero, in quanto lo vedo come un presupposto fondamentale per ognuno di noi, aldilà della professione che si vuole intraprendere”.
Chiara Sorrentino


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