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Siamo stufi di sentirci presi in giro da Seta
Carpi | 02 Novembre 2017

La scuola ha da poco preso il via ma le segnalazioni di disservizi nel servizio di trasporto pubblico da parte degli studenti che da Carpi devono raggiungere la vicina Correggio iniziano a moltiplicarsi. L’ultimo episodio in ordine di tempo, ci raccontano alcuni genitori ormai esasperati, si è verificato lo scorso 21 ottobre quando “la prima corriera per Correggio delle 07:20, in partenza dalla stazione di Carpi, non è regolarmente partita poiché le sue porte non si chiudevano”. Dopo i doverosi controlli effettuati dagli autisti, proseguono, “alle 7.25, i ragazzi, tra cui i nostri figli, sono saliti pensando fosse tutto a posto” ma, non è stato così. Le successive tre corriere sono infatti partite davanti ai basiti studenti ancora in attesa sulla prima: “alla fine, sono rimasti a piedi, costringendo madri e padri a mollare tutto per portarli a scuola. Una situazione a dir poco inaccettabile. Purtroppo negli ultimi tempi si sono verificati numerosi problemi tecnici e le famiglie sono più volte dovute intervenire per recuperare i propri ragazzi. Ci chiediamo se esista un reale problema di sicurezza per i nostri figli”. L’abbonamento annuale costa 303 euro e, a fronte di tale spesa, “crediamo sia giusto esigere da Seta un servizio puntuale, efficiente e sicuro. Siamo stufi di essere presi in giro: malgrado le promesse, con l’avvio di ogni anno scolastico è sempre la stessa storia. I mezzi sono sovraffollati e completamente inaffidabili. Questo non è più un Paese civile”. I disservizi si sprecano, da ragazzi scaricati inspiegabilmente a terra a Santa Croce ad altri schiacciati tra le porte del mezzo mentre sono intenti a salire, ma ve ne sono alcuni talmente leggendari da essersi meritati un posto nella storia, come ricordano questi genitori: “ad aprile, l’autista della corriera delle 14, in partenza da Correggio per Carpi, ha sbagliato il percorso lasciando a piedi più di 20 ragazzi, poi costretti a chiamare le famiglie per tornare a casa. Un errore inammissibile per il quale ci siamo recati negli uffici Seta per denunciare l’accaduto. Dopo aver più volte negato lo sbaglio, l’autista è stato costretto ad ammettere il fattaccio a fronte della nostra volontà di denunciare tutto alle Forze dell’Ordine per ottenere i tracciati satellitari del mezzo e capire se vi erano gli estremi per denunciare l’interruzione di pubblico servizio”.  Inefficienze e anomalie pagate a caro prezzo dagli utenti ma in alcun modo riconosciute da Seta: “perchè Seta non prevede un risarcimento, anche minimo, quando non è in grado di mantenere il servizio? Perchè non potenzia ulteriormente il proprio parco mezzi? Noi paghiamo - concludono i genitori - e meritiamo un trasporto pubblico sicuro ed efficiente”.  

Jessica Bianchi


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