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I due passaggi a livello devono sparire
Carpi | 11 Ottobre 2017

Le sbarre che lentamente si abbassano, le auto che si rassegnano a rallentare, la lunga coda in attesa che passi il treno e un sospiro di sollievo alla vista delle sbarre che finalmente si rialzano. Sono passati più di cinquant’anni e sono cambiate le auto ma la fila è sempre quella… Anzi, l’espansione urbanistica al di là di via Roosevelt fino a via Canalvecchio ha aggravato ulteriormente la situazione: un intero quartiere residenziale di nuova costruzione porta inevitabilmente un sensibile aumento del traffico veicolare.
E’ vero che l’allargamento di via Cavata consente di bypassare il centro storico ma pochi affrontano la circumnavigazione del globo terrestre imposta dal tracciato che da via Cavata arriva in via Griduzza e poi lungo la Bretella porta fino alla rotonda della Statale Romana e da lì sbuca sulla Tangenziale Losi oppure, nell’altra direzione, da via Cavata arriva al cavalcavia per Limidi e lungo via Lama e via Cattani arriva sulla Tangenziale Losi. E’ più semplice attraversare la città, nonostante i semafori.
Si spiegano così le code al passaggio a livello di via Roosevelt – Tre Ponti – Ariosto- Manzoni ma anche al passaggio a livello di via Due Ponti, nonostante, in entrambi i casi, siano stati realizzati dei sottopassaggi in via Pezzana e via Cimitero Israelitico.
Niente da fare.
Restiamo una città che, pur aspirando alla modernità, conserva due passaggi a livello ‘in centro’. E se provassimo a farli sparire nei prossimi cinque anni?
In passato non sono mancati progetti, idee (il più visionario è stato l’ingegner Fernando Lugli) e petizioni: e se far sparire i passaggi a livello diventasse una priorità? Se così non sarà, prima o poi capiterà a noi ciò che è successo a Troisi e Benigni: fermi a un passaggio a livello si sono ritrovati poi catapultati in un borgo medievale. E allora, non ci resterà che piangere.
Sara Gelli


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